Sentenza n. 806/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì n. 95/2025, depositata e resa pubblica il 22.04.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione da parte del Ministero della sentenza del Tribunale di Forlì n. 95/2025, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Forlì n. 95/2025, depositata il 22 aprile 2025 e passata in giudicato, notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Ha dedotto la perdurante inerzia dell'Amministrazione nell'adempimento delle statuizioni contenute nella pronuncia. Ha inoltre chiesto l'applicazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.
La decisione
Il TAR ha accolto parzialmente il ricorso, rilevando la perdurante inadempienza del Ministero e ordinando al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alla sentenza del Tribunale di Forlì entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della decisione, detratto quanto eventualmente già corrisposto. Ha respinto la richiesta di penalità di mora, ritenendo che la sentenza del giudice ordinario avesse già previsto la corresponsione di interessi o rivalutazione e che tale previsione fosse equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna, o un funzionario da lui delegato, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in 400 euro oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La disposizione costituisce il fondamento dell'azione di ottemperanza e consente al giudice di ordinare all'Amministrazione l'esecuzione del giudicato, nonché di valutare l'applicazione di una penalità di mora e di predisporre misure sostitutive mediante commissario ad acta.
art. 114, comma 4, c.p.a.
La penalità di mora può essere richiesta nell'ambito del giudizio di ottemperanza, ma non è stata riconosciuta poiché la sentenza da eseguire prevedeva già interessi o rivalutazione, ritenuti misura equa anche ai fini della disposizione.
Massime di principio
- Quando una sentenza passata in giudicato non viene eseguita dall'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'Amministrazione e all'organo competente di adempiere entro un termine assegnato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
- In caso di ulteriore inadempimento rispetto all'ordine di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, individuandolo nell'organo amministrativo competente o in un funzionario da esso delegato, per l'adozione degli adempimenti sostitutivi.
- La penalità di mora può essere negata quando il titolo giudiziale da eseguire prevede già interessi o rivalutazione e tale previsione è ritenuta equa quale misura idonea a compensare il ritardo nell'adempimento.
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