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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17038/2022 del 02/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 06/09/2021 con cui il Tribunale di Roma, in sede di riesame avverso il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso il 22/06/2021, ha dichiarato inammissibile il gravame per mancanza della procura speciale. Il CUTRUPI aveva sostenuto che il difensore era stato nominato (nomina datata 06/07/2021, comunicata alla Procura) e che in una richiesta di copia del verbale, sottoscritta dal ricorrente 'per ratifica e conferimento del mandato', si era chiarita la finalità di adire il Tribunale del Riesame; chiedeva quindi ammettersi il riesame. Il P.M. e il Tribunale hanno ritenuto la procura generica e insufficiente, rilevando che il richiamo a 'ogni facoltà di legge' o a una facoltà di adire il riesame non integra la procura speciale richiesta per il terzo interessato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e ha confermato l'inammissibilità decisa dal Tribunale. La Corte ha richiamato l'orientamento consolidato secondo cui l'istanza di riesame proposta dal difensore di un terzo interessato privo di procura speciale è inammissibile e il difetto di rappresentanza non può essere sanato concedendo un termine ai sensi dell'art. 182, comma secondo, c.p.c. Ha inoltre chiarito che, sebbene non siano richieste formule sacramentali, dall'atto deve emergere in modo inequivoco la volontà di conferire l'incarico per quella specifica procedura; nel caso di specie i riferimenti contenuti negli atti erano generici e non idonei.

Norme richiamate

  • Cassazione, Sez. 5, n. 25478 del 15/05/2014 (Pannunzio)

    Stabilisce che l'istanza di riesame proposta dal difensore di un terzo interessato privo di procura speciale è inammissibile e che il difetto di rappresentanza non è sanabile mediante concessione di un termine ai sensi dell'art. 182, comma secondo, c.p.c.

  • Cassazione, Sez. 6, n. 1286 del 12/12/2013 (Galluzzi)

    Affermato il principio per cui la procura speciale non richiede formule obbligatorie ma dall'atto deve emergere in termini inequivoci la chiara manifestazione di volontà di affidare al difensore l'incarico per quella specifica procedura.

  • Art. 182, comma secondo, cod. proc. civ.

    Richiamato per escludere la possibilità di regolarizzare il difetto di rappresentanza mediante concessione di un termine; in questa materia il vizio non è sanabile con la procedura prevista da tale norma.

Massime di principio

  • Quando il ricorso di riesame è proposto da un difensore in nome di un terzo interessato, è necessaria una procura speciale che manifesti in modo chiaro e inequivocabile l'incarico per quella specifica impugnazione; formulazioni generiche non sono sufficienti.
  • La procura speciale non richiede formule sacramentali, ma deve contenere la volontà esplicita di conferire al difensore il mandato a proporre il riesame avverso il provvedimento di sequestro.
  • Il difetto di procura speciale, se rilevato, rende inammissibile il gravame e non può essere sanato concedendo un termine ai sensi dell'art. 182, comma 2, c.p.c.; pertanto è necessario predisporre correttamente la documentazione prima della proposizione dell'istanza.
  • Per evitare il rigetto, il terzo interessato dovrebbe allegare o depositare la procura speciale contestuale all'atto di impugnazione (o comunque prima della trattazione) e, se possibile, far pervenire copia della procura anche alla Procura che ha disposto il sequestro.
  • Richieste preliminari (es. domande di copia degli atti) che menzionino l'intenzione di proporre un riesame possono non essere considerate sostitutive di una procura speciale: meglio utilizzare espressioni chiare e specifiche o un modulo di procura ad hoc.

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