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Sentenza

Sentenza n. 14147/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento previa concessione di idonee misure cautelari, - del “Regolamento per la costituzione e la gestione dell’elenco avvocati per l’affidamento di incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio” dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, di cui si è dato pubblico avviso sulla Gazzetta Ufficiale n. 166 del 10.12.2025, nella parte in cui disciplina i compensi professionali e i relativi criteri di determinazione; - dei relativi Allegati, tra cui l’Allegato “Schema di convenzione”, l’Allegato 1 “Format di convenzione per il conferimento di incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio – CIG”, l’Allegato 2 “Format di incarico ai sensi della Convenzione per il conferimento di incarichi di rappresentanza e difesa in giudizio”, l’Allegato 3 “Format di conferimento di incarico di rappresentanza e difesa in giudizio conferito ai sensi dell’art. 9.7 o dell’art. 12 del Regolamento”, l’Allegato 3 (rectius 4) “Tabella compensi”, nella parte in cui fissano compensi fissi e forfettari per le prestazioni legali; - di ogni altro atto di carattere presupposto, consequenziale e comunque connesso, ancorché incognito.

Giustizia amministrativa202601857

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Regolamento ADER per la costituzione e gestione dell’elenco degli avvocati del libero foro, limitatamente alle disposizioni sui compensi professionali, sul rimborso delle trasferte e sull’iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (ordine professionale)

La controversia

L’Ordine degli Avvocati di Roma ha impugnato il Regolamento ADER e i relativi allegati, deducendo, in primo luogo, la violazione degli artt. 3, 36 e 97 Cost., della legge n. 49/2023 sull’equo compenso, dell’art. 2233 c.c., del d.m. n. 55/2014, dell’art. 25-bis del Codice deontologico forense, della legge n. 247/2012 e dell’art. 3 l. n. 241/1990, nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria, travisamento, disparità di trattamento, illogicità manifesta e sviamento. In particolare, sono stati contestati i compensi fissi e forfettari previsti dalla Tabella compensi per il contenzioso seriale, ritenuti irrisori e radicalmente inferiori ai parametri forensi, privi di adeguata motivazione e non proporzionati all’importanza dell’opera, anche considerando gli adempimenti richiesti al professionista. È stata inoltre censurata la limitazione del rimborso delle trasferte alle sole movimentazioni al di fuori del Distretto di Corte d’Appello di iscrizione, con esclusione delle trasferte infradistrettuali. L’Ordine ha contestato anche la previsione della pattuizione dei compensi mediante condizioni predisposte unilateralmente, nonché il regime di cancellazione dall’elenco per il rifiuto reiterato degli incarichi. Con il secondo motivo è stata impugnata la previsione che consente l’iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello, ritenuta lesiva della parità di trattamento e della libera concorrenza a danno degli studi medio-piccoli. Sono state altresì prospettate una questione di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 3, l. n. 49/2023, la disapplicazione della norma per contrasto con il diritto dell’Unione e, in subordine, il rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia. ADER ha eccepito la carenza di legittimazione dell’Ordine e ha difeso la legittimità del sistema bifasico di compensi, richiamando la serialità del contenzioso e le esigenze di contenimento dei costi.

La decisione

Il TAR ha preliminarmente estromesso dal giudizio due soggetti evocati solo ove occorresse, non qualificabili come controinteressati. Ha respinto l’eccezione di difetto di legittimazione dell’Ordine, ritenendo che l’Ordine circondariale abbia rappresentanza istituzionale dell’avvocatura locale e sia legittimato a tutelare gli interessi unitari della categoria, anche contro atti generali immediatamente lesivi del decoro, della dignità e delle condizioni di esercizio della professione. Nel merito, ha ritenuto legittimo in astratto il sistema bifasico, con compensi forfettari per il contenzioso seriale e compensi parametrati per le controversie particolari o complesse. Ha però annullato l’art. 10, comma 1, lett. a), del Regolamento e la Tabella compensi, nella parte relativa al contenzioso seriale, perché gli importi risultavano radicalmente inferiori ai parametri ministeriali, in alcuni casi con scostamenti superiori al 90%, senza adeguata motivazione e senza dimostrazione che, pur tenendo conto della ripetitività delle controversie, il compenso fosse adeguato all’importanza dell’opera ai sensi dell’art. 2, comma 3, l. n. 49/2023. I parametri ministeriali non sono stati ritenuti direttamente vincolanti per ADER, ma costituiscono un riferimento obiettivo di massima per valutare l’adeguatezza del compenso. È stata invece respinta la censura relativa alla mancata pattuizione individuale, poiché la sottoscrizione della convenzione predisposta e la successiva accettazione dei singoli incarichi configurano un contratto per adesione compatibile con la natura consensuale della determinazione del compenso. È stata respinta anche la censura contro la cancellazione dall’elenco per il rifiuto ingiustificato e reiterato degli incarichi, ritenuta funzionale all’affidabilità del rapporto di durata. Il TAR ha annullato inoltre l’art. 10, comma 2, nella parte in cui esclude il rimborso delle trasferte infradistrettuali: anche tali spese possono incidere significativamente sulla remunerazione e devono essere considerate nell’adeguatezza complessiva del compenso. È stata invece respinta la censura contro l’obbligo di iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello, ritenuto giustificato da esigenze organizzative, di distribuzione territoriale degli incarichi e di coordinamento dell’attività difensiva, senza violazione dei principi europei di parità e concorrenza. La questione costituzionale, le richieste di disapplicazione e il rinvio pregiudiziale sono state assorbite. L’annullamento è stato disposto salva la riedizione del potere, con effetto conformativo per la revisione dei compensi seriali e della disciplina delle trasferte. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 25 l. 247/2012

    Presso ciascun tribunale è costituito l'ordine degli avvocati, al quale sono iscritti tutti gli avvocati aventi il principale domicilio professionale nel circondario. L'ordine circondariale ha in via esclusiva la rappresentanza istituzionale dell'avvocatura a livello locale e promuove i rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni.

    Attribuisce all’Ordine circondariale la rappresentanza istituzionale locale dell’avvocatura e fonda la legittimazione a tutelare in giudizio interessi unitari della categoria.

  • art. 5, comma 4, l. 49/2023

    I Consigli nazionali degli ordini o collegi professionali sono legittimati ad adire l'autorità giudiziaria competente qualora ravvisino violazioni delle disposizioni vigenti in materia di equo compenso.

    La legittimazione dei Consigli nazionali costituisce una tutela aggiuntiva e non esclude la legittimazione degli Ordini territoriali a impugnare atti lesivi della disciplina sull’equo compenso.

  • art. 2, comma 3, l. 49/2023

    Esse non si applicano, in ogni caso, alle prestazioni rese dai professionisti in favore degli agenti della riscossione. Gli agenti della riscossione garantiscono comunque, all’atto del conferimento dell’incarico professionale, la pattuizione di compensi adeguati all’importanza dell’opera, tenendo conto, in ogni caso, dell’eventuale ripetitività della prestazione richiesta.

    Per le prestazioni rese agli agenti della riscossione non si applicano direttamente i parametri dell’equo compenso, ma l’amministrazione deve comunque pattuire compensi adeguati all’importanza dell’opera, considerando la ripetitività della prestazione.

  • art. 2233 c.c.

    In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.

    Esprime il criterio generale di adeguatezza del compenso all’importanza dell’opera e al decoro professionale.

  • art. 13 l. 247/2012

    Il compenso è pattuito di regola per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale.

    Riconosce la libertà di pattuizione scritta del compenso, con ricorso ai parametri ministeriali in mancanza di determinazione consensuale.

  • d.m. 10 marzo 2014, n. 55

    I parametri forensi non vincolano direttamente ADER nella determinazione dei compensi, ma costituiscono un riferimento obiettivo di massima per valutare la proporzione tra prestazione e remunerazione.

  • art. 10, comma 1, lett. a), Regolamento ADER

    La previsione di compensi fissi per il contenzioso seriale è illegittima, nella parte in cui determina importi manifestamente irragionevoli e non adeguati all’importanza della prestazione.

  • art. 10, comma 2, Regolamento ADER

    È illegittima la parte che esclude il rimborso delle trasferte infradistrettuali, poiché tali costi possono erodere significativamente il compenso e devono essere considerati nella sua adeguatezza complessiva.

  • art. 4, comma 2, Regolamento ADER

    La limitazione dell’iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello è legittima se giustificata da esigenze organizzative, territoriali e di coordinamento dell’attività difensiva.

  • art. 49 c.p.a.

    Non impone l’integrazione del contraddittorio nei confronti degli avvocati che abbiano presentato domanda di iscrizione, quando non siano individuabili nominativamente e non abbiano un interesse legittimo contrario e speculare alla conservazione dell’atto.

Massime di principio

  • La legittimazione dell’Ordine professionale territoriale sussiste quando l’atto amministrativo incide direttamente e unitariamente sulle condizioni di esercizio della professione, sul decoro e sulla dignità della categoria rappresentata; la legittimazione dei Consigli nazionali prevista dalla legge sull’equo compenso non esclude quella degli Ordini territoriali.
  • Per le prestazioni professionali rese in favore degli agenti della riscossione, la disciplina speciale consente di derogare ai parametri ministeriali, anche in senso riduttivo, ma impone comunque la pattuizione di compensi adeguati all’importanza dell’opera, valutata anche alla luce della ripetitività della prestazione.
  • I parametri forensi ministeriali, pur non essendo direttamente vincolanti per la determinazione convenzionale dei compensi dovuti dall’agente della riscossione, costituiscono un parametro obiettivo di riferimento per verificare che la remunerazione non sia manifestamente sproporzionata rispetto alla prestazione.
  • È illegittima, per difetto di motivazione e manifesta irragionevolezza, la determinazione di compensi forfettari per il contenzioso seriale che si discosti radicalmente dai parametri forensi senza spiegare perché la ripetitività delle controversie giustifichi tale scostamento e senza dimostrare l’adeguatezza della remunerazione.
  • La valutazione dell’adeguatezza del compenso deve comprendere anche i costi necessari per l’esecuzione dell’incarico: è illegittima l’esclusione generalizzata del rimborso delle trasferte infradistrettuali quando tali spese possono incidere in modo significativo sulla remunerazione effettiva.
  • La previsione di iscrizione a un solo Distretto di Corte d’Appello è legittima se sorretta da esigenze organizzative concrete, di distribuzione territoriale degli incarichi e di coordinamento dell’attività difensiva, purché non discriminatoria e proporzionata.

Come è indicizzato

MaterieEsercizio della professioneAtti amministrativi generali e linee guidaMotivazione del provvedimento
RamiProfessioni e ordini professionaliProcedimento amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDifetto di motivazioneProporzionalità e ragionevolezzaEffetto conformativo e riedizione del potere

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