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Ordinanza

Ordinanza n. 11773/2026 - Roma, Sezione 5

per l'annullamento 1. della Determinazione di aggiudicazione n. -OMISSIS-del 23 aprile 2026, 2. del verbale della Commissione giudicatrice del 24 febbraio 2026; 3. di tutti i verbali di gara relativi alla procedura de qua, nella parte in cui abbiano concorso a determinare l'aggiudicazione in favore della controinteressata, ivi compresi quelli relativi alla fase di valutazione delle offerte tecniche ed economiche;

Giustizia amministrativa202606479

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione di una procedura di gara in favore di un’impresa concorrente, unitamente ai verbali di gara e ai verbali della commissione relativi alla valutazione delle offerte

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ricorrente ha impugnato l’aggiudicazione della procedura di gara e gli atti presupposti, inclusi i verbali della commissione giudicatrice e quelli relativi alla valutazione delle offerte tecniche ed economiche, chiedendo in via cautelare la sospensione degli effetti degli atti impugnati. Dalla motivazione dell’ordinanza emergono, ai fini cautelari, la deduzione di un pregiudizio patrimoniale connesso all’aggiudicazione e la necessità di bilanciare tale pregiudizio con l’interesse dell’amministrazione al sollecito espletamento della gara. Il testo non specifica gli ulteriori motivi di illegittimità dedotti nel ricorso principale.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per assenza del periculum in mora, ritenuto assorbente. Il pregiudizio patrimoniale dedotto non è stato considerato dotato dei requisiti di gravità e irreparabilità necessari per la concessione della tutela cautelare. In particolare, trattandosi di un appalto di servizi di durata quadriennale, il giudice ha valorizzato la possibilità di subentro nell’esecuzione del servizio qualora il ricorso fosse accolto nel merito, escludendo così, allo stato, l’irreparabilità del danno. Nel bilanciamento degli interessi contrapposti è stato ritenuto prevalente l’interesse dell’amministrazione al sollecito espletamento della gara. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti. La decisione non definisce il merito dell’impugnazione.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a fondamento dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, l’assenza del periculum in mora può essere ritenuta assorbente e condurre al rigetto della domanda senza esaminare gli ulteriori presupposti della tutela cautelare.
  • Negli appalti di servizi di durata pluriennale, il pregiudizio patrimoniale derivante dall’esecuzione dell’aggiudicazione non presenta, di regola, i caratteri della gravità e irreparabilità quando, in caso di successivo accoglimento del ricorso, sia concretamente possibile il subentro nell’esecuzione del servizio.
  • Nel bilanciamento cautelare degli interessi, l’interesse dell’amministrazione al sollecito espletamento della gara può prevalere sul pregiudizio patrimoniale del concorrente quando quest’ultimo sia ristorabile o superabile mediante il possibile subentro nell’esecuzione del contratto.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaTutela cautelare
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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