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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14227/2025 del 11/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Brovarone è stato condannato per aver omesso, nelle domande per il reddito di cittadinanza presentate il 6 marzo 2019 e il 2 ottobre 2020, informazioni sui requisiti reddituali e patrimoniali (in particolare vincite derivanti da conto gioco on line: 54.521,03 euro nel 2019 e 18.706,74 euro nel 2020). In cassazione ha proposto 18 motivi, tutti riconducibili a censure di mancata o insufficiente prova della percezione delle somme, mancanza dell'elemento soggettivo e oggettivo del reato, errata qualificazione giuridica, applicazione indebita di circostanze e aumento di pena per continuazione, mancata acquisizione di prove decisive (saldo conto gioco), rilievi su recidiva e su applicazione di benefici e norme mitigatrici.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità: il ricorrente ha riprodotto integralmente l'atto di appello senza confrontarsi in modo puntuale e critico con le argomentazioni della sentenza impugnata. La Corte ha richiamato il requisito della specificità dei motivi di impugnazione (artt. 581 e 591 c.p.p.) e l'insindacabilità delle valutazioni di merito adeguatamente motivate. Per l'inammissibilità è stata disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p., ritenendo che non vi fosse assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 81, comma primo, cod. pen. (continuazione)

    La norma è stata richiamata in relazione alla qualificazione della condotta come reato continuato e al cumulo/quantificazione della pena operata nei gradi di merito

  • art. 7, comma 1, d.l. n. 4 del 2019

    art. 7, comma 1, d.l. n. 4 del 2019

    Norma invocata per la fattispecie di indebita percezione del reddito di cittadinanza mediante omissione di informazioni; la Corte non ha esaminato nel merito le censure sulla sussunzione organica, essendo il ricorso inammissibile

  • art. 2, comma 1, lett. b), n. 3), d.l. n. 4 del 2019

    art. 2, comma 1, lett. b), n. 3), d.l. n. 4 del 2019

    Richiamata quale riferimento ai requisiti reddituali e patrimoniali che dovevano essere dichiarati nelle domande per il beneficio

  • art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte l'ha invocata per valutare la genericità dei motivi, richiedendo specificità e confronto critico con la motivazione impugnata

  • artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    artt. 581 e 591 cod. proc. pen.

    Richiamati come obbligo di indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto a fondamento dell'impugnazione; la mancata osservanza determina inammissibilità

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'applicazione della sanzione pecuniaria e delle spese al ricorrente quando il ricorso è dichiarato inammissibile per colpa o comunque senza giustificato motivo

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma invocata dall'imputato (riferita a circostanza attenuante) ma non valutata nel merito a causa dell'inammissibilità del ricorso

  • art. 62, n. 4, cod. pen.

    Richiamata dall'imputato (riguardo circostanze attenuanti o equivalenti) senza che la Corte ne abbia effettuato un esame sostanziale per l'inammissibilità

  • art. 163 cod. pen.

    Prevista nelle doglianze relative ai precedenti penali risalenti nel tempo; non è stata valutata nel merito per la genericità del ricorso

  • art. 47 cod. pen.

    Invocata dall'imputato (riguardo al dolo eventuale o colpa) ma non esaminata sostanzialmente

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamata dal ricorrente in via estensiva, ma la Corte non ha proceduto a valutazioni di merito a causa dell'inammissibilità

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve indicare specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che fondano ogni censura e deve confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata; la mera riproposizione dell'atto di appello è causa di inammissibilità.
  • Le valutazioni di merito adeguatamente motivate dalla Corte d'appello sono in linea di massima insindacabili in cassazione se il ricorrente non dimostra errori logico-giuridici specifici e individuabili.
  • Se si contesta l'insufficienza della prova (es. mancata dimostrazione dell'effettivo incasso di vincite), il ricorso deve indicare esattamente quali elementi probatori manchino o siano contraddittori e spiegare perché la motivazione impugnata non li abbia considerati o li abbia valutati erroneamente.
  • Prima di proporre ricorso di legittimità, è necessario costruire motivate censure di diritto (art. 606 c.p.p.) e non solo una ricostruzione fattuale: occorre evidenziare il nesso logico-giuridico tra gli argomenti di fatto e l'errore di diritto o di motivazione contestato.
  • La genericità o la mera elencazione di censure relative a benefici penali, recidiva o applicazione di circostanze attenuanti senza un confronto critico con la motivazione impugnata espone al rischio di condanna alle spese e a sanzioni pecuniarie ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
  • Quando la questione centrale è probatoria (es. saldo di un conto di gioco), è opportuno nelle fasi precedenti ottenere e valorizzare specifici accertamenti documentali o perizie e indicare nel ricorso quali atti o documenti manchino nella motivazione impugnata.

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