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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36874/2023 del 06/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 06/12/2022 che aveva respinto l'istanza di detenzione domiciliare e semilibertà. Il ricorrente deduce incompetenza funzionale del Tribunale di Sorveglianza di Brescia, sostenendo che, successivamente alla presentazione delle istanze, aveva intrapreso collaborazione con la Procura Distrettuale Antimafia di Brescia e che il 13/07/2022 il Ministero dell'Interno aveva adottato nei suoi confronti un Programma Speciale di Protezione; per tale motivo ritiene che la competenza a decidere spettasse al Tribunale di Sorveglianza di Roma ai sensi dell'art. 16-nonies d.l. n. 8/1991, a prescindere dal momento in cui era stata presentata l'istanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere aspecifico e non autosufficiente. Ha ritenuto che, sebbene la deroga alla perpetuatio iurisdictionis prevista dall'art. 16-nonies comma 8 assegni in via eccezionale competenza a Roma per determinate misure nei confronti dei collaboratori sottoposti a programma di protezione, l'evento che radica tale competenza è l'elezione di domicilio nel luogo in cui ha sede la Commissione centrale (art. 10). Il ricorrente non ha allegato né provato in primo grado né in cassazione l'elezione di domicilio necessaria a far sorgere la competenza di Roma, né ha dedotto tale circostanza nel merito; perciò la questione non era stata tempestivamente sollevata (art. 606, comma 3 c.p.p.) e il ricorso mancava di documentazione probatoria essenziale, risultando non autosufficiente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 16-nonies d.l. 15 gennaio 1991, n. 8, comma 8

    Disciplina la competenza funzionale eccezionale (Tribunale di Sorveglianza di Roma) per provvedimenti relativi a collaboratori di giustizia ammessi a programmi di protezione, in deroga alla regola generale della perpetuatio iurisdictionis; la Corte sottolinea però che detta competenza si radica con l'elezione di domicilio nel luogo dove ha sede la Commissione centrale.

  • art. 47-ter ordinamento penitenziario

    Norma che disciplina la detenzione domiciliare; tema oggetto delle istanze respinte dal Tribunale di sorveglianza di Brescia.

  • art. 677 cod. proc. pen.

    Principio generale sulla competenza per territorio determinata dal momento della richiesta (perpetuatio iurisdictionis); la Corte conferma che l'art. 16-nonies costituisce deroga eccezionale a tale principio per le materie lì indicate.

  • art. 13-ter d.l. 15 gennaio 1991 n. 8 (richiamato nella giurisprudenza)

    Prevede regole speciali di competenza territoriale per soggetti ammessi ai programmi di protezione; la giurisprudenza ha ritenuto la norma eccezionale e derogatoria rispetto al principio generale.

  • art. 10 d.l. 15 gennaio 1991 n. 8 (Commissione centrale)

    Stabilisce la Commissione centrale cui è collegata la sede che rileva per l'elezione di domicilio del collaboratore; l'elezione di domicilio in tale luogo è elemento fattuale che fa sorgere la competenza di Roma.

  • art. 12, comma 3-bis d.l. citato

    Attraverso il coordinamento con art. 16-nonies, chiarisce che l'evento determinante per la competenza eccezionale è l'elezione di domicilio all'atto della sottoscrizione delle misure di protezione.

  • art. 606, comma 3 cod. proc. pen.

    Prevede l'inammissibilità del motivo in cassazione che non sia stato previamente dedotto o allegato nel giudizio di merito; la Corte ha rilevato che l'eccezione di incompetenza funzionale non era stata sollevata nei termini richiesti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Stabilisce le conseguenze economiche per il ricorrente in caso di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma alla Cassa delle ammende.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata con riferimento ai criteri per l'imposizione di sanzioni pecuniarie in caso di ricorso inammissibile, valutando l'assenza di colpa del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La deroga alla perpetuatio iurisdictionis prevista dall'art. 16-nonies è eccezionale e trasferisce la competenza a Roma per specifiche misure nei confronti dei collaboratori ammessi a programmi di protezione, ma tale trasferimento richiede un fatto costitutivo: l'elezione di domicilio nel luogo della Commissione centrale.
  • Chi deduce la competenza di Roma per effetto dell'ammissione al programma di protezione deve allegare e provare l'elezione di domicilio (o altro atto fattuale che radichi la competenza) già nel giudizio di merito; la mancata deduzione in primo grado rende la questione inammissibile in cassazione ai sensi dell'art. 606 c.p.p.
  • In cassazione il ricorso deve essere autosufficiente: occorre allegare documenti decisivi (es. provvedimento di ammissione al programma e prova di elezione di domicilio) quando da essi dipende la competenza; la mera affermazione apodittica in ricorso è insufficiente.
  • La competenza speciale per i collaboratori non si estende automaticamente a qualsiasi materia; va verificato se la questione rientra tra le misure espressamente individuate dall'art. 16-nonies.
  • L'inammissibilità per difetto di autosufficienza o per mancata deduzione nel merito può comportare condanna alle spese e sanzione alla Cassa delle ammende, salvo fatti che giustifichino l'assenza di colpa.

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