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Sentenza

Sentenza n. 1911/2026 - Firenze, Sezione 1

per l'ottemperanza della sentenza n. 360/2024 - RG n.308/2024 - pubblicata il 13/11/2024, dal Tribunale di Grosseto, Sez. Lavoro, Giudice Dott. Giuseppe Grosso, notificata il 19/11/2024;

Giustizia amministrativa202502703

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Grosseto, Sezione Lavoro, n. 360/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla carta del docente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 360/2024 del Tribunale di Grosseto, pubblicata il 13 novembre 2024 e notificata al Ministero il 19 novembre 2024. La pronuncia, passata in giudicato, aveva accertato il diritto della docente al beneficio previsto dall'art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015 per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 e condannato il Ministero a compiere gli atti necessari a consentirne il godimento. Dedotta l'inerzia dell'amministrazione, la ricorrente ha chiesto che fosse ordinato l'accreditamento degli importi dovuti. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza. Ha verificato che la sentenza fosse stata notificata ai fini esecutivi, fosse passata in giudicato (come attestato dalla Cancelleria il 23 giugno 2025) e che fosse decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996: il ricorso per ottemperanza era stato notificato il 17 settembre 2025. Poiché non risultava eseguito il giudicato, ha ordinato al Ministero di accreditare alla ricorrente il beneficio della carta del docente per i tre anni scolastici indicati entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Per l'ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta, con facoltà di delega, il Direttore generale dell'Ufficio centrale di Bilancio del Ministero, incaricato di provvedere nei 60 giorni successivi. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 800,00 oltre oneri e accessori di legge, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996

    Risulta, altresì, osservato il termine dilatorio di centoventi giorni stabilito dall’art. 14 co. 1 del d.l. n. 669/1996 per l’avvio dell’esecuzione (la notifica del ricorso per ottemperanza è del 17 settembre 2025).

    Il termine dilatorio di 120 giorni per avviare l'esecuzione è stato ritenuto decorso, rendendo procedibile la domanda di ottemperanza.

  • art. 1, comma 121, l. n. 107/2015

    La ricorrente chiede l’esecuzione della sentenza n. 360/2024, pubblicata il 13 novembre 2024, con la quale il Tribunale di Grosseto, in funzione di giudice del lavoro, ha accertato e dichiarato il suo diritto a ottenere il beneficio di cui all’art. 1, comma 121, l. n. 107 del 2015 per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022 e, per l’effetto, ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito all’adozione d’ogni atto necessario per consentirne il godimento.

    Nel dare esecuzione al giudicato, il TAR ha ordinato l'accreditamento del beneficio della carta del docente riconosciuto alla ricorrente per gli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022.

Massime di principio

  • Il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione l'esecuzione specifica degli obblighi risultanti da una sentenza passata in giudicato quando, decorso il termine dilatorio previsto per l'avvio dell'esecuzione, dagli atti non risulti che il giudicato sia stato adempiuto.
  • In caso di ulteriore inadempimento, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, individuando il termine entro cui deve provvedere e consentendogli, se disposto, di delegare gli adempimenti.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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