Sentenza del 26/08/2015 n. 17178 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva annullato le riprese fiscali relative agli anni 2003 e 2004. Le contestazioni riguardavano costi ritenuti non di competenza, non inerenti o non documentati, in particolare fatture emesse da N.G.R. s.r.l. per servizi di manutenzione e da T.M. per servizi vari. L'Amministrazione sosteneva inoltre l'indeducibilità, ai fini IRAP, dei costi relativi a personale di imprese terze ritenuto distaccato presso i cantieri della contribuente. I dieci motivi di ricorso denunciavano vizi di motivazione, violazioni delle regole sull'onere della prova, ultrapetizione o omessa pronuncia e violazione delle norme processuali applicabili al ricorso per cassazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha ritenuto infondati i motivi relativi alla presunta inesistenza delle operazioni, rilevando che gli accertamenti fiscali contestavano genericità, carenza documentale, difetto di inerenza o di competenza, ma non l'inesistenza delle prestazioni. La Corte ha inoltre considerato infondato il motivo sull'IRAP, poiché la CTR non aveva posto a carico dell'Ufficio un generale onere di provare la deducibilità dei costi, ma aveva semplicemente ritenuto troppo labile l'indizio della presenza dei dipendenti nei cantieri per dimostrare un distacco di personale, reputando più plausibile l'esistenza di appalti a imprese terze. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati inammissibili o infondati anche per la mancata formulazione adeguata dei quesiti di diritto e dei momenti di sintesi richiesti dall'art. 366-bis c.p.c. L'Agenzia è stata condannata a rimborsare alla società le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 13.600 euro oltre accessori.
Norme richiamate
Art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.
Disciplina i motivi di ricorso per cassazione, rispettivamente per violazione o falsa applicazione di legge, nullità della sentenza o del procedimento e vizio della motivazione. La Corte ha ritenuto alcune censure infondate e altre inammissibili.
Art. 366-bis c.p.c.
Per le sentenze soggette alla disciplina transitoria applicabile al caso, imponeva la formulazione di quesiti di diritto e di un momento di sintesi chiaro, autonomo e specifico per i motivi relativi alla motivazione. La loro genericità o mancanza comporta l'inammissibilità del motivo.
Art. 112 c.p.c.
Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni proposte. La Corte ha escluso che la sentenza d'appello fosse incorsa nella denunciata omissione di pronuncia.
D.Lgs. n. 546 del 1992, artt. 36, 53 e seguenti
Riguardano il contenuto della sentenza tributaria e l'appello nel processo tributario. Le censure dell'Agenzia fondate su tali norme sono state ritenute inammissibili o infondate.
D.Lgs. n. 446 del 1997, artt. 5, 10 e 11
Regolano la determinazione della base imponibile IRAP e la rilevanza di specifiche componenti negative, comprese quelle relative al personale. Nel caso concreto, la ripresa per personale distaccato non è stata ritenuta adeguatamente provata.
Art. 2697 c.c.
Stabilisce la regola generale sull'onere della prova. L'Amministrazione deve dimostrare i fatti costitutivi della pretesa fiscale, mentre il contribuente deve provare i fatti impeditivi, modificativi o estintivi e, nei casi previsti, i presupposti della deduzione.
Art. 58, comma 5, legge n. 69 del 2009
Prevede la disciplina transitoria che ha reso applicabile al caso l'art. 366-bis c.p.c.
Massime di principio
- La genericità delle fatture non determina automaticamente l'indeducibilità del costo se i contratti, la documentazione complessiva e gli altri elementi disponibili consentono di individuare la natura delle prestazioni e il loro collegamento con l'attività d'impresa.
- Quando l'Amministrazione contesta un costo per genericità, carenza documentale o difetto di inerenza, non può fondare la decisione sull'inesistenza dell'operazione senza una specifica contestazione e adeguati elementi probatori in tal senso.
- Ai fini della deducibilità fiscale, l'inerenza può essere desunta dal rapporto tra la spesa e l'attività concretamente esercitata; la congruità non contestata rafforza la posizione del contribuente, pur non sostituendo sempre la prova dell'effettività.
- La presenza di dipendenti di un fornitore presso i cantieri del committente non dimostra da sola un distacco di personale: occorrono elementi concreti sul potere direttivo, sull'organizzazione e sulla gestione effettiva dei lavoratori. In assenza di tali elementi, può risultare più plausibile un contratto di appalto.
- Nel ricorso per cassazione, i motivi relativi a vizi di motivazione devono individuare con precisione il fatto decisivo controverso e spiegare perché la motivazione sia insufficiente o contraddittoria; formulazioni generiche comportano l'inammissibilità.
- La Corte di cassazione non riesamina liberamente le prove e la ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice di merito, salvo specifici vizi deducibili secondo i requisiti processuali applicabili al ricorso.
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