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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48920/2022 del 22/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 14/07/2022 che, pur riconoscendo la continuazione tra più sentenze irrevocabili, avrebbe erroneamente determinato la pena complessiva. Il ricorrente denunciava un vizio di calcolo nella determinazione della pena base (non corretto scorporo dei reati e delle relative pene ai fini dell'individuazione del reato più grave) e un errore nella determinazione della pena relativa ad una delle sentenze (punto 3). Il ricorso è stato proposto nei limiti di cui all'art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso in parte fondato. Ha accolto la prima doglianza: il giudice dell'esecuzione aveva errato nel calcolo della pena complessiva perché non aveva correttamente scorporato le pene per individuare il reato più grave come dispone l'art. 187 disp. att. cod. proc. pen.; tale errore aveva determinato un aumento di mesi 10 e giorni 20 rispetto al corretto calcolo. La seconda doglianza (riguardante la pena del punto 3) è stata invece giudicata infondata. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione della pena finale, rideterminandola direttamente in anni 8, mesi 1 e giorni 10 di reclusione ed euro 2000 di multa (riduzione dalla precedente pena di anni 9 di reclusione ed euro 2000 di multa).

Norme richiamate

  • art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    art. 187 disp. att. cod. proc. pen.

    Imposto al giudice dell'esecuzione di scorporare i reati e le relative pene per individuare, secondo il criterio previsto, il reato più grave da assumere come pena base nella determinazione della pena per i reati posti in continuazione; l'errata applicazione conduce a un calcolo complessivo della pena non conforme alla disciplina della continuazione

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limita i motivi proponibili in sede di impugnazione in determinate ipotesi (richiamato nel testo per definire i limiti del gravame), quindi il controllo in cassazione è avvenuto nei limiti consentiti dalla norma

Massime di principio

  • Quando si riconosce la continuazione tra condanne da più sentenze irrevocabili, il giudice dell'esecuzione deve scorporare ciascun reato e la relativa pena per individuare quale è il reato più grave da prendere come pena base; non è corretto assumere come base la pena complessiva fissata in una sentenza che già giudicò più reati senza scorporo
  • Gli aumenti per i reati 'satellite' vanno poi calcolati rispetto alla pena base correttamente individuata; errori matematici o di scorporo che sono immediatamente computabili possono essere corretti dalla Corte di cassazione anche senza rinvio
  • Occorre tener conto delle riduzioni già operate (es. per il rito abbreviato o rideterminazioni in melius): nella determinazione finale della pena deve essere confrontata la pena effettiva applicata in ciascun grado, considerando eventuali benefici già riconosciuti
  • Se in sede esecutiva emerge un errore nella determinazione della pena per applicazione della continuazione, il difensore deve contestare sia il criterio adottato per individuare la pena base sia i calcoli incrementali; la cassazione può parzialmente accogliere il ricorso rideterminando direttamente la pena quando il diverso calcolo è immediatamente verificabile
  • Nel proporre impugnazioni contro ordinanze del giudice dell'esecuzione conviene indicare con precisione il calcolo alternativo (scorporo e ricomposizione delle pene) per permettere alla Corte di valutare e, se del caso, rideterminare la pena senza rinvio

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