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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39546/2025 del 09/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva confermato il sequestro preventivo di circa Euro 20.000, relativo all'IVA ritenuta evasa per fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti (ipotesi di reato ex art. 81 comma finale c.p. e art. 2 del D.Lgs. 74/2000). Il ricorrente deduce tre motivi: (1) carenza e genericità della motivazione in ordine al fumus del reato, con mancata specificazione degli elementi indiziari utilizzabili, specie dopo la declaratoria di inutilizzabilità degli atti successivi al 7/10/2021; (2) illogicità e carenza di motivazione quanto alla correlazione temporale degli elementi utili (riferiti ad esercizi 2019-2020) e violazione del principio di proporzionalità; (3) motivazione apparente sul periculum in mora, ritenuta tautologica e non personalizzata rispetto al ricorrente.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia specificato se il sequestro fosse diretto nei confronti della società (confisca diretta) o finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti del soggetto (Salzillo), circostanza che incide sulla legittimazione a proporre il riesame e il ricorso per cassazione. In assenza di allegazione di un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione, il ricorso è inammissibile. La Corte ha altresì richiamato la necessità, per interessi meramente civilistici della società, di procura speciale al difensore. Conseguenze: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., della somma equitativamente determinata in Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 c.p. comma finale e art. 2 D.Lgs. 74/2000

    Le norme inquadrano il reato contestato (dichiarazioni fiscali con fatture inesistenti e conseguente evasione IVA) e il profitto sequestrabile; la Corte procede sul presupposto che il sequestro sia volto alla confisca diretta ovvero per equivalente a seconda della spettanza soggettiva del denaro

  • art. 100 c.p.p.

    Richiama la regola secondo cui i soggetti con interesse meramente civilistico 'stanno in giudizio con il ministero di un difensore munito di procura speciale', applicata alla legittimazione a proporre istanza di riesame e ricorso

  • art. 616 c.p.p.

    Disposizione richiamata per l'onere delle spese a carico del ricorrente in caso di ricorso inammissibile

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/06/2000 n.186

    Richiamata quale principio per valutare l'assenza di colpa quando si dispone l'onere di versamento alla Cassa delle Ammende

  • Giurisprudenza di Cassazione richiamata (es. sez. 5 n. 21314/2010; sez. 5 n. 10972/2013; sez. 6 n. 13798/2011)

    Costituiscono precedenti che prescrivono la necessità di procura speciale del difensore per agire in nome di terzi con interesse meramente civilistico e circoscrivono la legittimazione a proporre istanze di riesame

  • Decisione Sezioni Unite (informazione provvisoria 25/09/2025)

    Secondo la recente pronuncia, la persona sottoposta ad indagini può proporre richiesta di riesame anche se non titolare della restituzione dei beni, ma soltanto se allega un interesse concreto e attuale correlato agli effetti della rimozione del sequestro sulla sua posizione; la Corte ha ritenuto tale allegazione assente nel caso concreto

Massime di principio

  • Quando si impugna un sequestro preventivo occorre chiarire e documentare se il provvedimento sia diretto nei confronti della società (confisca diretta) o del singolo (sequestro per equivalente), perché la legittimazione ad impugnare dipende dalla spettanza soggettiva dei beni
  • Se si agisce in rappresentanza di una società, il difensore deve essere munito di procura speciale per proporre istanze di riesame o ricorsi; in mancanza l'istanza può essere dichiarata inammissibile
  • Il ricorso per riesame/ricorso per cassazione deve contenere allegazioni concrete e specifiche in ordine al fumus del reato e al periculum in mora: elementi indiziari generici o tautologici non sono sufficienti
  • Se la persona sottoposta ad indagine vuole proporre il riesame pur non essendo titolare diretto dei beni, deve allegare un interesse concreto e attuale collegato agli effetti della rimozione del sequestro sulla propria posizione (secondo recente giurisprudenza delle Sezioni Unite)
  • La mancata specificazione dei presupposti di legittimazione può determinare l'inammissibilità del ricorso e l'imposizione delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende

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