Ordinanza n. 187/2026 - Parma, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di revoca del nulla osta all'ingresso rilasciato per lavoro
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il decreto con cui è stato revocato il nulla osta all'ingresso rilasciato il 25 maggio 2025, relativo a un'istanza presentata il 18 marzo 2024. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i motivi di ricorso, ma dà atto che il datore di lavoro si trovava nell'impossibilità, per la propria condizione personale, di adempiere alle obbligazioni nei confronti del lavoratore. Tale circostanza è indicata come incontestata e posta a fondamento della revoca.
La decisione
Nella sommaria delibazione propria della fase cautelare, il TAR ha ritenuto insussistente il fumus boni iuris. L'impossibilità incontestata del datore di lavoro di adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti del lavoratore, in ragione della propria condizione personale, costituisce motivo automaticamente ostativo alla perdurante validità del nulla osta. L'istanza cautelare è stata quindi respinta. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare, con particolare riguardo al fumus boni iuris.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente e dei soggetti citati.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla normativa nazionale, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nella fase cautelare, l'incontestata impossibilità del datore di lavoro di adempiere alle proprie obbligazioni nei confronti del lavoratore, quando dipenda dalla condizione personale del datore, integra un motivo automaticamente ostativo alla perdurante validità del nulla osta all'ingresso per lavoro.
- La tutela cautelare deve essere respinta quando, sulla base della sommaria delibazione propria della fase, risulti insussistente il fumus boni iuris, anche senza una valutazione favorevole degli ulteriori presupposti cautelari.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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