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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39183/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza del Giudice di Pace che lo aveva ritenuto penalmente responsabile del reato di inottemperanza all'ordine di espulsione (fatto accertato il 18/07/2017, ai sensi dell'art. 14 d.lgs. n.286/1998). Nel ricorso per cassazione si è dedotta carenza di motivazione rispetto alla domanda di proscioglimento per la particolare tenuità del fatto (art. 34 d.lgs. n.286/1998), evidenziando l'occasionalità della violazione e la sussistenza dei presupposti residuali di legge.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Pur non essendovi nella decisione di merito una motivazione espressa sulla richiesta di proscioglimento per particolare tenuità, i giudici hanno ritenuto che la sentenza di merito contenga una motivazione implicita idonea a giustificare il diniego, in particolare l'esplicitazione dei "numerosi precedenti penali" dell'imputato che giustificano un giudizio negativo sulla personalità e l'esclusione delle circostanze attenuanti generiche. In conseguenza il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 14 d.lgs. n.286/1998

    Norma che disciplina il reato di inottemperanza all'ordine di espulsione; è la fattispecie penale contestata e affermata dal giudice di merito per il fatto del 18/07/2017.

  • art. 34 d.lgs. n.286/1998

    Prevede la possibilità di proscioglimento per particolare tenuità del fatto e costituisce la base della richiesta difensiva. La Corte ha ritenuto che tale deroga non fosse applicabile alla luce delle valutazioni sulla personalità del reo (numerosi precedenti), e ha ammesso che il rigetto possa essere sorretto da una motivazione implicita desumibile dal decisionale.

Massime di principio

  • La domanda di proscioglimento per particolare tenuità (art.34 d.lgs.286/1998) richiede una valutazione esplicita dei fatti e delle circostanze personali; tuttavia, se la motivazione del giudice di merito contiene elementi che rendono chiaramente comprensibile il diniego (es. numerosi precedenti, giudizio negativo sulla personalità), tale motivazione può essere considerata implicita e sufficiente in sede di cassazione.
  • La recidiva o i numerosi precedenti penali pesano negativamente sulla possibilità di ottenere il proscioglimento per tenuità: la valutazione della personalità del reo può escludere l'applicazione della causa di non punibilità o delle attenuanti speciali.
  • In sede di impugnazione è utile per la difesa ottenere e registrare nel decisionale una motivazione esplicita sul punto della particolare tenuità: l'assenza di un'esplicita motivazione può essere superata se dal corpo della decisione emergono elementi che giustificano il diniego, ma in caso contrario la cassazione può annullare per mancata motivazione.
  • La Cassazione esamina non solo la forma ma anche il contenuto della motivazione; se il giudizio negativo sulla personalità è documentato nel provvedimento, ciò è spesso sufficiente a respingere il ricorso che lamenta carenza di motivazione.
  • Chi intende ottenere il proscioglimento per particolare tenuità dovrebbe dimostrare l'eccezionale occasionalità del fatto e l'assenza di pericolosità sociale; la presenza di precedenti rilevanti rende difficoltoso il successo di tale richiesta.

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