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Ordinanza

Ordinanza n. 7836/2026 - Roma, Sezione 2B

per l’annullamento - della determinazione dirigenziale numero repertorio CU/2440/2025 del 04/11/2025 e numero protocollo CU/120767/2025 del 04/11/2025, con cui il Municipio XV di Roma Capitale ha ingiunto alla Società ricorrente la rimozione o la demolizione, entro 90 (novanta) giorni dalla notifica del medesimo provvedimento, dell’attività urbanistico-edilizia accertata nel Comune di Roma, Via Braccianese Claudia km. 5.100, compreso al Foglio n. 31 particella n. 377, consistente nei seguenti interventi: “si è constatato che l’opera in questione non fosse effettuata secondo il progetto di cui all’Autorizzazione Unica rilasciata dalla Città Metropolitana di Roma ai sensi dell’art. 12 del D.lgs. 387/03 con Determinazione Dirigenziale R.U. n. 98 del 22/01/2022 e successivamente modificata con la Determinazione Dirigenziale R.U. 2473 del 25/07/2023, bensì in base al progetto allegato alla variante non sostanziale trasmesso dalla Città Metropolitana di Roma con prot. n. CRMC/0120159 pervenuto al Municipio XV con prot. n. CU/63372 del 17/06/2025 per il quale non sono decorsi i termini per l’approvazione. I lavori che si stavano eseguendo erano quelli relativi alla struttura in cemento armato della vasca circolare del digestore, gli scavi per la realizzazione della laguna scoperta, mentre risultava terminato lo scavo e la profilatura della laguna di stoccaggio sansa”; - della relazione tecnica di cui al prot. n. CU/120088 del 03/11/2025, menzionata dalla determinazione dirigenziale impugnata; - e per quanto occorrer possa: a) della determinazione dirigenziale di Roma Capitale – Municipio XV - Direzione Tecnica n. rep. CU/1593/2025 del 29/07/2025 n. prot. CU/83484/2025 del 29/07/2025, notificata il 7 agosto 2025, avente ad oggetto la sospensione dei lavori; b) della relazione di sopralluogo assunta al prot. del Municipio XV con n. CU/77066 del 09/07/2025, successivamente rettificata con nota prot. n. CU/78221 del 14/07/2025 ed integrata con nota prot. n. CU/79607 del 17/07/2025, menzionata dalla predetta determinazione dirigenziale; c) di tutti i verbali dei sopralluoghi effettuati; d) del parere di Roma Capitale Municipio XV del 4 agosto 2025 prot. n. 85212; e) della nota di Roma Capitale Municipio XV del 24 ottobre 2025, prot. n. 117041; nonché per la condanna dell’Amministrazione comunale intimata al risarcimento del danno.

Giustizia amministrativa202513763

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisOrdinanzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ingiunzione di rimozione o demolizione di opere urbanistico-edilizie relative alla realizzazione di un impianto, nonché gli atti presupposti, con contestuale domanda risarcitoria

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la determinazione dirigenziale del Municipio XV di Roma Capitale che le ingiungeva di rimuovere o demolire, entro novanta giorni, opere relative a un impianto sito nel territorio comunale. L’amministrazione aveva rilevato che i lavori non erano eseguiti in conformità al progetto oggetto dell’autorizzazione unica rilasciata ai sensi dell’art. 12 d.lgs. 387/2003, ma sulla base di una variante non sostanziale trasmessa all’amministrazione per la quale non erano ancora decorsi i termini di approvazione. Erano inoltre contestati la relazione tecnica, il precedente provvedimento di sospensione dei lavori, le relazioni e i verbali di sopralluogo, il parere municipale e una successiva nota dell’amministrazione. La società chiedeva anche il risarcimento dei danni. L’ordinanza non esamina i motivi di legittimità dedotti, poiché la trattazione della causa è stata rinviata per una questione attinente alla composizione del collegio.

La decisione

Nel corso della discussione è emersa una circostanza che ha indotto un componente del collegio a segnalare l’opportunità di astenersi dalla decisione. Il TAR ha richiamato l’art. 17 c.p.a., che estende al giudice amministrativo le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile, e l’art. 51, comma 2, c.p.c., relativo all’astensione facoltativa per gravi ragioni di convenienza. Ritenuta necessaria la rinnovazione della trattazione in una nuova udienza pubblica, il TAR ha rinviato la causa all’udienza pubblica del 26 maggio 2026, disponendo la comunicazione dell’ordinanza alle parti. Nessuna decisione è stata assunta sull’annullamento degli atti impugnati o sulla domanda risarcitoria.

Norme richiamate

  • art. 17 c.p.a.

    Al giudice amministrativo si applicano le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile. L'astensione non ha effetto sugli atti anteriori.

    La disposizione rende applicabili al giudice amministrativo le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile e stabilisce che l’astensione non incide sugli atti processuali anteriori.

  • art. 51, comma 2, c.p.c.

    In ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni di convenienza, il giudice può richiedere al capo dell'ufficio l'autorizzazione ad astenersi.

    La norma consente l’astensione facoltativa del giudice, previa richiesta al capo dell’ufficio, quando ricorrano gravi ragioni di convenienza.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo si applicano le cause e le modalità di astensione previste dal codice di procedura civile, ai sensi dell’art. 17 c.p.a.
  • La segnalazione da parte di un componente del collegio dell’opportunità di astenersi per gravi ragioni di convenienza può rendere necessario rinviare la trattazione della causa a una nuova udienza pubblica, senza definire nel merito le domande proposte.
  • L’astensione del giudice non produce effetti sugli atti processuali anteriori, secondo quanto previsto dall’art. 17 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo

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