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Sentenza

Sentenza n. 1671/2026 - Venezia, Sezione 3

per l’annullamento dei provvedimenti della Questura di -OMISSIS- in data 1° aprile 2025, con i quali sono state respinte le richieste di rilascio di permessi di soggiorno per attesa occupazione in favore dei ricorrenti;

Giustizia amministrativa202501155

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti della Questura del 1° aprile 2025 di rigetto delle richieste di rilascio di permessi di soggiorno per attesa occupazione

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti avevano impugnato i provvedimenti con cui la Questura aveva respinto le loro richieste di rilascio di permessi di soggiorno per attesa occupazione. Nel corso del giudizio, il TAR aveva adottato l'ordinanza cautelare n. 363/2025, disponendo il riesame delle istanze. L'Amministrazione aveva rinnovato il procedimento e, con nuovi provvedimenti del 3 ottobre 2025, notificati il 6 ottobre 2025, aveva nuovamente respinto le istanze. Tali nuovi provvedimenti non erano stati impugnati. Prima dell'udienza pubblica, i ricorrenti dichiaravano di non avere più interesse alla decisione del ricorso e chiedevano la declaratoria di sopravvenuto difetto di interesse, con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il Collegio ha rilevato che, in applicazione del principio dispositivo, il processo amministrativo resta nella disponibilità della parte ricorrente, la quale può dichiarare, fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione, di non avere più interesse all'annullamento degli atti impugnati. Ha quindi preso atto della dichiarazione dei ricorrenti senza esaminare il merito delle censure. Le spese sono state compensate poiché l'Amministrazione non si è opposta alla richiesta di compensazione.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.

    La sopravvenuta dichiarazione di non interesse alla decisione, resa dalla parte ricorrente prima che la causa sia trattenuta in decisione, giustifica la declaratoria di improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni applicabili, senza un'ulteriore interpretazione specifica.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, la parte ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione sull'annullamento degli atti impugnati fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione; il giudice deve conseguentemente dichiarare l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
  • Quando l'Amministrazione, in esecuzione di una misura cautelare di riesame, adotta un nuovo provvedimento non impugnato, e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione sul ricorso originario, il giudice non procede all'esame del merito e dichiara l'improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilitàTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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