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Sentenza

Sentenza n. 3257/2026 - Milano, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 3329/2025 emessa in data 11 luglio 2025 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202600048

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 5.641,40 per ferie non godute

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza della sentenza n. 3329/2025 del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata al Ministero il 16 luglio 2025, con cui l’Amministrazione era stata condannata a pagarle euro 5.641,40 a titolo di indennità per ferie non godute negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2023/2024, durante rapporti di docenza a tempo determinato. Il Ministero si è costituito, ma non ha contestato né il passaggio in giudicato e la notificazione della sentenza né la propria mancata esecuzione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l’Amministrazione era ancora inadempiente rispetto a una sentenza passata in giudicato e notificata, sicché risultavano integrate le condizioni per l’azione di ottemperanza previste dall’art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall’art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, precisando che il commissario assumerà le funzioni solo su istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato e dovrà adempiere entro i successivi sessanta giorni, determinando l’importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari al pagamento, anche tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 800, oltre accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente l’azione di ottemperanza per conseguire l’attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Richiamato quale ulteriore presupposto per l’esecuzione nei confronti dell’amministrazione di una condanna al pagamento di somme di denaro.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è fondata quando l’amministrazione non esegue una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, notificata all’amministrazione e recante una condanna suscettibile di esecuzione.
  • Accertato l’inadempimento dell’amministrazione, il giudice dell’ottemperanza può assegnare un termine per l’adempimento e nominare contestualmente un commissario ad acta destinato a operare, su istanza del creditore, dopo la sua infruttuosa scadenza.
  • Quando l’attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del soggetto nominato, non è dovuto uno specifico compenso per l’incarico.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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