Ordinanza n. 509/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento Cat. A.12/2023/Imm/1^ Sez./ Dinieghi/c.s. n. 456 dell’11.08.2023, avente ad oggetto il respingimento dell’istanza di rilascio del permesso di soggiorno U.E per soggiornanti di lungo periodo, emesso dalla Questura di Napoli e notificato in data 30.04.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, fondato sulla sostanziale irreperibilità dell'istante
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell'interno)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Napoli che ha respinto la sua istanza di rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. L'amministrazione ha fondato il diniego sull'accertata sostanziale irreperibilità del richiedente presso l'indirizzo indicato. In sede cautelare sono emersi plurimi sopralluoghi, effettuati in tempi diversi presso l'indirizzo di via Dante Alighieri n. 26 in Acerra, tutti con esito negativo. Il ricorrente ha inoltre contestato la rilevanza di tali accertamenti, anche dopo che il suo difensore aveva confermato l'indirizzo, e ha fatto valere il sopravvenuto rapporto di lavoro instaurato nell'ottobre 2025. Il giudice ha esaminato la domanda esclusivamente nei limiti della cognizione sommaria propria della fase cautelare.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda incidentale di sospensione. Ha ritenuto, prima facie, non ravvisabili i presupposti per la tutela cautelare, considerando attendibile l'accertamento della sostanziale irreperibilità, fondato su plurimi sopralluoghi svolti a distanza di tempo presso il luogo indicato dal ricorrente e tutti negativi. Ha inoltre rilevato che l'interlocuzione procedimentale era stata attivata e che, anche dopo la conferma dell'indirizzo da parte del difensore, il commissariato aveva svolto ulteriori accertamenti, anch'essi negativi. Il giudice ha precisato che la legittimità del diniego deve essere valutata sulla base degli elementi esistenti e acquisiti al procedimento al momento dell'adozione dell'atto; il rapporto di lavoro sopravvenuto nell'ottobre 2025 non incide quindi, in questa sede, sulla legittimità originaria del provvedimento, potendo rilevare al più ai fini di un eventuale riesame amministrativo su istanza dell'interessato. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda di sospensione è stata respinta perché, nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, non sono apparsi ravvisabili i relativi presupposti.
Massime di principio
- In sede cautelare, la sospensione dell'efficacia di un diniego può essere negata quando gli elementi istruttori acquisiti dall'amministrazione, inclusi plurimi sopralluoghi negativi effettuati in tempi diversi presso l'indirizzo dichiarato dall'interessato, rendano prima facie attendibile il presupposto della sua sostanziale irreperibilità.
- La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere scrutinata con riferimento alla situazione di fatto e agli elementi istruttori esistenti e acquisiti al procedimento al momento della sua adozione; gli elementi sopravvenuti non determinano l'illegittimità originaria dell'atto, ma possono fondare una distinta richiesta di riesame amministrativo.
- L'attivazione dell'interlocuzione procedimentale e la reiterazione degli accertamenti anche dopo la conferma dell'indirizzo da parte del difensore rafforzano, in sede cautelare, la rilevanza dell'istruttoria amministrativa relativa alla reperibilità del richiedente.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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