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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39618/2024 del 29/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di appello che aveva riformato la pena per omicidio stradale (investimento del pedone Cesare CONTEGIACOMNO il 17/11/2016), riconoscendo l'attenuante di cui all'art. 589‑bis comma 7 c.p. e riducendo la sospensione della patente. Il ricorrente denunciava: travisamento probatorio e motivazione apparente in ordine alla sussistenza del fatto (sosteneva che l'attraversamento fosse imprevedibile, che il sinistro fosse in area periferica e che la velocità fosse compatibile con il limite di 30 km/h; contestava anche la mancata individuazione puntuale del punto d'urto e lo stato di shock della teste), nonché vizio di motivazione rispetto alla durata della sanzione amministrativa accessoria (eccessiva rispetto al minimo edittale).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i giudici di merito (primo grado e appello) abbiano formato un compendio probatorio coerente basato su rilievi tecnici, dichiarazioni della teste oculare e dichiarazioni dell'imputato (assenza di tracce di frenata, violenza dell'impatto con sfondamento del parabrezza, scarsa visibilità, pedone già in fase di attraversamento). Nel caso di doppia sentenza conforme, la valutazione del merito e dell'apprezzamento della prova non è sindacabile in Cassazione se non in presenza di macroscopico travisamento o di errori giuridici evidenti, non dimostrati dal ricorrente. Anche la censura sulla durata della sanzione amministrativa è stata ritenuta generica e infondata, dato che i giudici hanno motivato la rideterminazione in relazione al non trascurabile grado di colpa. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589‑bis cod. pen. (omicidio stradale)

    È stata riconosciuta l'attenuante prevista dal comma 7, che ha determinato una riduzione della pena e della durata della sospensione della patente rispetto alla sentenza di primo grado

  • art. 141 Codice della Strada

    «È obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che, avuto riguardo alle caratteristiche, allo stato ed al carico del veicolo stesso, alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione»

    La violazione di questa norma (dovere di adeguare la velocità alle condizioni della strada e della visibilità) è stata ritenuta elemento centrale della colpa del conducente, indipendentemente dal limite numerico di velocità; la Corte ha valorizzato le conseguenze dell'urto e le condizioni di visibilità per affermare la mancata adeguatezza della velocità

  • art. 142 Codice della Strada

    Richiamata dalla sentenza solo per precisare che la violazione contestata non era quella dell'art. 142 (limiti di velocità), ma la più ampia regola cautelare dell'art. 141; dunque il rispetto del limite numerico non esclude l'obbligo di adeguare la velocità

Massime di principio

  • In presenza di sentenze di primo grado e di appello concordi (doppia conforme), la Cassazione è limitata nel sindacare la valutazione del merito e della prova: occorre dimostrare un travisamento macroscopico o un errore giuridico palese per ottenere ammissibilità e successo del ricorso
  • La norma di comportamento rilevante nei casi di investimenti è l'obbligo di adeguare la velocità alle condizioni della strada e della visibilità (art. 141 CdS); il rispetto del limite numerico non esclude responsabilità se la velocità non è adeguata alle circostanze
  • Elementi come assenza di tracce di frenata, violenza dell'impatto (es. sfondamento del parabrezza) e dichiarazioni oculari coerenti con i rilievi tecnici rafforzano la ricostruzione della mancata adeguatezza della velocità
  • La responsabilità concorrente del pedone (attraversamento irregolare) può concorrere a ridurre la pena ma non necessariamente elimina il nesso causale tra condotta del conducente e l'evento
  • Per contestare con successo la motivazione su sanzioni accessorie o sulla quantificazione della pena è necessario proporre censure specifiche e circostanziate: obiezioni generiche sulla motivazione sono generalmente inammissibili
  • Chi impugna deve documentare elementi nuovi o evidenziare incoerenze oggettive nel ragionamento dei giudici di merito; semplici alternative ricostruttive più favorevoli non sono sufficienti per la riforma in sede di legittimità

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