Sentenza n. 9475/2026 - Roma, Sezione 1T
Per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento formatosi sulla richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e per dichiarare l’obbligo dell’Amministrazione a pronunciarsi sulla predetta istanza, salva nomina di un Commissario ad acta.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio formatosi sull'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione dell'immigrazione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere la declaratoria di illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sull'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, nonché la dichiarazione dell'obbligo dell'Amministrazione di provvedere, con eventuale nomina di un commissario ad acta. Nel corso del giudizio, la Questura di Roma ha depositato una nota comunicando che l'istanza era stata validata il 30 aprile 2026 e che, decorsi quaranta giorni dalla comunicazione, il titolo avrebbe potuto essere ritirato presso il commissariato competente. Il ricorrente ha chiesto il rinvio della trattazione per verificare l'effettivo adempimento.
La decisione
Il TAR, dopo avere avvisato le parti della possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, ha ritenuto insussistenti le ragioni eccezionali per rinviare la trattazione. Ha rilevato che l'Amministrazione aveva provveduto alla validazione del titolo di soggiorno, facendo venir meno l'interesse attuale del ricorrente alla prosecuzione del giudizio avente a oggetto il silenzio. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di lite sono state compensate, con esclusione del contributo unificato, da restituire al difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Richiamato quale base normativa della definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità.
art. 73 c.p.a.
Ha consentito l'avviso alle parti della possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
Il giudice ha escluso la sussistenza delle ragioni eccezionali necessarie per disporre il rinvio della trattazione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato nell'intestazione della pronuncia quale disposizione processuale applicabile.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio dell'amministrazione, la successiva adozione di un atto espresso o il compimento dell'attività amministrativa richiesta fa venir meno l'interesse attuale alla decisione e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- La comunicazione dell'avvenuta validazione del titolo richiesto è sufficiente a escludere l'interesse alla prosecuzione del giudizio sul silenzio, anche quando il ritiro materiale del titolo sia previsto in un momento successivo.
- Il rinvio della trattazione richiesto per verificare l'effettivo adempimento dell'amministrazione non è dovuto in assenza delle ragioni eccezionali previste dal codice del processo amministrativo, quando dagli atti risulti già compiuta l'attività amministrativa oggetto dell'azione sul silenzio.
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