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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42168/2023 del 17/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di riesame che aveva rigettato la richiesta di revoca della custodia cautelare emessa il 16/12/2022. L'indagato era imputato, tra l'altro, di associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. n. 309/1990, connessi agli artt. 73 e 110 c.p.). La difesa censurava la valutazione degli elementi indiziari operata dal Tribunale, in particolare l'interpretazione delle intercettazioni e l'identificazione dell'indagato attraverso soprannomi, l'uso della precedente condanna come presupposto senza adeguata prova della prosecuzione dell'attività associativa, e l'assenza di elementi individualizzanti idonei a dimostrare un ruolo dinamico e funzionale nell'associazione di traffico di stupefacenti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che in sede di legittimità non è consentita una semplice diversa valutazione delle intercettazioni se non sussiste un travisamento della prova decisivo e incontestabile. La Corte ha confermato che le conversazioni intercettate, le modalità degli incontri (luoghi riservati, precauzioni come lasciare i cellulari), i pedinamenti e la rilevanza degli interlocutori (esponenti di vertice) costituiscono elementi indiziari gravi, precisi e concordanti utili a ricostruire la partecipazione e il ruolo apicale dell'indagato sia nell'associazione mafiosa sia nell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Norma che punisce l'associazione di tipo mafioso; nella sentenza la precedente condanna per 416-bis del ricorrente è stata considerata elemento integrante del quadro indiziario, utile a valutare la sua inserzione nel medesimo mandamento e la rilevanza delle frequentazioni e incontri documentati

  • artt. 73, 74 d.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico stupefacenti)

    Art. 74 riguarda l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ricorda che per tale fattispecie è sufficiente anche una struttura minima ma stabile e organizzata. La sentenza conferma che elementi quali la gestione di piazze di spaccio, l'assegnazione di ruoli (capi piazza), la gestione dei proventi e una cassa comune sono indici idonei a configurare il reato associativo in materia di stupefacenti

  • art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma relativa ai delitti in materia di stupefacenti (reati 'fine'); la Corte osserva che la commissione di reati fine da parte di terzi non basta da sola, ma nel complesso indiziario i fatti di spaccio e le conversazioni possono concorrere a dimostrare la struttura associativa

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sul riesame e sulla misura cautelare; citata nella doglianza difensiva relativa alla legittimità del provvedimento di custodia; la Corte non ha ritenuto sussistenti vizi nella motivazione del Tribunale di riesame

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'impugnazione delle misure cautelari; utilizzata come riferimento procedurale nella impugnazione davanti alla Corte

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sulla concorso di persone nel reato; la Corte richiama il principio che la responsabilità per i reati altrui non può essere automaticamente estesa senza elementi che dimostrino il concorso o l'apporto effettivo all'attività criminosa

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita una semplice rivalutazione delle intercettazioni: occorre provare un travisamento della prova decisivo e incontestabile per ottenere accoglimento
  • Le intercettazioni che riportano conversazioni tra membri di un'organizzazione criminale possono costituire fonte diretta di prova anche senza riscontri esterni se gli indizi sono gravi, precisi e concordanti
  • La presenza di precedenti condanne per reati associativi può concorrere a completare il quadro indiziario se integrata da elementi attuali (incontri, modalità operative, ruoli attribuiti) che dimostrino continuità o nuovo apporto all'associazione
  • Per la configurazione dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti non è necessaria una strutturazione complessa: è sufficiente una struttura minima, stabile e organizzata con ruoli e mezzi volti al perseguimento del fine comune
  • Mere frequentazioni o rapporti di vecchia data non sono di per sé provanti; quello che rileva è il contesto (luoghi, modalità, contenuti delle conversazioni, comportamento prudente come lasciare telefoni) che evidenzi una partecipazione funzionale all'associazione
  • Chi impugna in Cassazione deve indicare compendio probatorio completo e motivare in che modo la decisione di merito abbia travisato le prove, altrimenti le censure risultano inammissibili o meramente assertive
  • La prova dell'appartenenza e del ruolo nell'organizzazione si costruisce con il parametro complessivo degli elementi (incontri documentati, pedinamenti, gestione proventi, attribuzione di ruoli) e non con singoli elementi isolati

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