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Sentenza

Sentenza n. 1379/2026 - Catanzaro, Sezione 1

per l’annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento prot. n. 333/SAA/I/25958 del 2.11.2022, notificato il 7.11.2022, nella parte in cui attribuisce al ricorrente la qualifica di sovrintendente a decorrere a tutti gli effetti dalla data del 17.07.2021, anziché da quella antecedente a lui spettante secondo la sentenza della Corte costituzionale n. 224 del 2020; - di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali e per il conseguente accertamento del diritto del ricorrente alla retrodatazione degli effetti della decorrenza della promozione per merito straordinario in data pari a quella di immissione in ruolo dei vincitori del primo concorso bandito dopo i fatti che hanno determinato la promozione per meriti straordinari dello stesso ricorrente, con conseguente ricostruzione della carriera, e per la condanna dell’Amministrazione ad adottare i necessari provvedimenti favorevoli ai sensi dell’art. 31, co. 3, e 34, co. 1, lett. c), cod. proc. amm.

Giustizia amministrativa202300116

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di attribuzione della qualifica di sovrintendente con decorrenza dal 17 luglio 2021, anziché dal 1° gennaio 2018

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, già promosso per merito straordinario da assistente capo a vice sovrintendente con decorrenza dal 17 luglio 2017, ha impugnato il provvedimento con cui gli è stata attribuita la successiva qualifica di sovrintendente dal 17 luglio 2021. Ha dedotto la violazione degli artt. 3 e 97 Cost. e dell'art. 75, comma 1, d.P.R. n. 335/1982, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 224/2020, nonché eccesso di potere per disparità di trattamento e ingiustizia manifesta. Secondo il ricorrente, la decorrenza della qualifica di vice sovrintendente avrebbe dovuto essere allineata a quella dei vincitori del concorso successivo, con conseguente decorrenza della qualifica di sovrintendente dal 1° gennaio 2018 e ricostruzione della carriera. Ha inoltre sostenuto che l'adozione del provvedimento impugnato dimostrasse la mancata consumazione del rapporto e consentisse l'accertamento giudiziale del diritto alla retrodatazione. Il Ministero ha contestato la fondatezza del ricorso, deducendo l'esaurimento del rapporto e l'omessa tempestiva impugnazione delle nomine dei vincitori del concorso che avevano scavalcato il ricorrente nell'anzianità.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha richiamato la sentenza della Corte costituzionale n. 224/2020, che ha dichiarato l'illegittimità dell'art. 75, comma 1, d.P.R. n. 335/1982 nella parte in cui non prevedeva l'allineamento della decorrenza giuridica dei vice sovrintendenti promossi per merito straordinario a quella più favorevole dei dipendenti che avessero conseguito la stessa qualifica mediante successiva procedura concorsuale o selettiva. Tuttavia, ha ritenuto che tale pronuncia non potesse produrre effetti nel caso concreto, poiché il ricorrente non aveva impugnato tempestivamente le nomine dei vincitori del concorso interno del 2017, che lo avevano scavalcato nell'anzianità. Lo scavalcamento era immediatamente lesivo, incidendo sulla collocazione gerarchica nel ruolo, e doveva essere contestato entro il termine decadenziale mediante impugnazione degli atti di nomina o del ruolo di anzianità, eventualmente deducendo in quella sede l'illegittimità costituzionale della disciplina applicata. L'omessa impugnazione aveva consolidato le posizioni del ricorrente e dei colleghi, rendendo il rapporto relativo alla decorrenza della qualifica di vice sovrintendente esaurito e insensibile agli effetti retroattivi della dichiarazione di incostituzionalità. Tale consolidamento si rifletteva sulle qualifiche successive: il ricorrente non poteva contestare autonomamente, in occasione dell'inquadramento nella qualifica di sovrintendente, gli effetti derivanti dalla mancata tempestiva impugnazione dei precedenti atti lesivi. Il Collegio ha inoltre ribadito che gli atti di nomina e inquadramento nel pubblico impiego non privatizzato sono provvedimenti autoritativi, sicché le relative pretese devono essere fatte valere mediante tempestiva impugnazione e non attraverso una successiva azione di accertamento del diritto alla retrodatazione. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 75, comma 1, d.P.R. n. 335/1982

    La disposizione, come risultante dalla declaratoria di illegittimità costituzionale, deve consentire l'allineamento della decorrenza giuridica della qualifica di vice sovrintendente promossa per merito straordinario alla decorrenza più favorevole riconosciuta a chi abbia conseguito la stessa qualifica mediante una successiva selezione o concorso.

  • artt. 3 e 97 Cost.

    Sono i parametri costituzionali in base ai quali la Corte costituzionale ha escluso la disparità derivante dallo scavalcamento nell'anzianità tra promossi per merito straordinario e vincitori di successive procedure concorsuali.

  • art. 30 l. n. 87/1953

    La declaratoria di illegittimità costituzionale determina la cessazione dell'efficacia della norma dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza e, in ragione dell'invalidità originaria della norma, produce effetti retroattivi, salvi i rapporti esauriti.

  • art. 3 d.P.R. 24 aprile 1982, n. 335

    nell’ambito dello stesso ruolo o della stessa carriera la gerarchia è determinata dalla qualifica e, nella stessa qualifica, dall’anzianità

    La norma evidenzia la lesività immediata dello scavalcamento nell'anzianità, poiché la posizione nell'ordine gerarchico del ruolo è determinata anche dall'anzianità nella qualifica.

  • art. 24-quater d.P.R. n. 335/1982

    La retrodatazione della decorrenza giuridica riconosciuta ai vincitori del concorso interno ha determinato lo scavalcamento del dipendente promosso per merito straordinario.

  • artt. 29 e 41 c.p.a.

    dalla notificazione, comunicazione o piena conoscenza, ovvero, per gli atti di cui non sia richiesta la notificazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine della pubblicazione se questa sia prevista dalla legge o in base alla legge

    Gli atti di nomina e le posizioni nel ruolo devono essere impugnati entro il termine decadenziale decorrente dalla notificazione, comunicazione, piena conoscenza o, nei casi previsti, dalla scadenza del termine di pubblicazione.

Massime di principio

  • La dichiarazione di illegittimità costituzionale opera retroattivamente anche sulle fattispecie anteriori alla pubblicazione della sentenza, ma non incide sui rapporti amministrativi ormai esauriti per giudicato, decadenza, prescrizione, preclusioni processuali o mancata tempestiva impugnazione degli atti che li hanno costituiti.
  • Nel pubblico impiego non privatizzato, lo scavalcamento nell'anzianità di qualifica è immediatamente lesivo, poiché incide direttamente sulla collocazione gerarchica del dipendente, e deve essere contestato tempestivamente impugnando gli atti di nomina dei soggetti sopravvenuti o il ruolo di anzianità.
  • L'interessato che non abbia impugnato tempestivamente gli atti di nomina che lo hanno scavalcato nell'anzianità non può far valere successivamente, in occasione del conseguimento di una qualifica ulteriore, la retrodatazione della precedente qualifica sulla base di una sopravvenuta declaratoria di incostituzionalità.
  • Gli atti di nomina e di inquadramento del personale in regime di diritto pubblico hanno natura provvedimentale e autoritativa anche quanto alla decorrenza giuridica; le relative pretese, radicate su interessi legittimi, devono essere azionate mediante tempestiva impugnazione e non attraverso una successiva domanda di accertamento del diritto alla retrodatazione.
  • La mancata impugnazione degli atti lesivi consolida le posizioni dei dipendenti interessati e rende tali posizioni insensibili agli effetti retroattivi della declaratoria di incostituzionalità della norma applicata.

Come è indicizzato

MaterieRapporto di impiego non privatizzatoTermini e notificazione del ricorso
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

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