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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15603/2026 del 29/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta di restituzione nel termine per impugnare l'ordinanza del 7/07/2025 con cui il Tribunale di Roma aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro e della confisca emessi a suo carico; la ricorrente aveva ricevuto notifica il 16/07/2025 e, entro il termine, il 31/07/2025, aveva effettuato deposito telematico tramite il portale PDP (ore 18:22) che generò una ricevuta, ma il deposito risultò rifiutato il 01/08/2025 con motivo "Ufficio destinatario errato"; la ricorrente ripeté il deposito il 07/08/2025 via PEC e contestualmente presentò istanza di restituzione nel termine. Il Tribunale di Roma aveva rigettato l'istanza; la ricorrente ha impugnato tale rigetto in Cassazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza del Tribunale di Roma del 13/09/2025 per incompetenza funzionale del giudice adito (la decisione sulla restituzione nel termine spettava al giudice della legittimità ai sensi dell'art. 175 c.4). Esaminando il merito, la Corte ha ritenuto fondata la richiesta di restituzione nel termine: il deposito iniziale effettuato il 31/07/2025 era stato dimostrato con ricevuta e il rifiuto sopravvenuto (comunicato il 01/08/2025) rese impossibile porre rimedio entro il termine; alla luce del principio del favor impugnationis e della giurisprudenza sulla necessità di un impedimento oggettivo, la restituzione è giustificata. Inoltre la Corte ha chiarito che il rimedio più corretto per impugnare l'ordinanza di rigetto della revoca della confisca sarebbe l'opposizione (artt. 667 e 676 c.p.p.), ma l'erronea qualificazione come ricorso per cassazione non determina inammissibilità: gli atti devono essere esattamente qualificati e trasmessi al giudice competente.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma richiamata in relazione ai provvedimenti di sequestro e confisca, contesto sostanziale della richiesta di revoca impugnata.

  • art. 175, comma 4, ultimo periodo, cod. proc. pen.

    Se sono stati pronunciati sentenza o decreto di condanna, decide il giudice che sarebbe competente sulla impugnazione o sulla opposizione

    Stabilisce quale sia il giudice competente a decidere sulla restituzione nel termine quando è in gioco un ricorso per cassazione: la Corte di cassazione è competente, da cui l'annullamento dell'ordinanza emessa da giudice funzionalmente incompetente.

  • art. 172, comma 8-bis, cod. proc. pen.

    Disciplina l'efficacia della trasmissione telematica e la formazione della ricevuta: la generazione di una ricevuta attestante l'invio supporta la prova del deposito tempestivo.

  • art. 175, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiama il criterio del favor impugnationis e delle condizioni che giustificano la restituzione nel termine per caso fortuito o forza maggiore: l'impedimento deve avere connotazioni oggettive.

  • Giurisprudenza (Sez. 6, n. 26833 del 24/03/2015, Manzara)

    Principio secondo cui, per la restituzione nel termine per caso fortuito o forza maggiore, l'impedimento al tempestivo esercizio del diritto di impugnazione deve essere oggettivo e non attribuibile al comportamento del soggetto, salvo che condizionato da fattori esterni assoluti.

  • art. 667, comma 4 e art. 676, comma 1, cod. proc. pen.

    Indicano il rimedio procedurale corretto (opposizione) avverso il provvedimento concernente la revoca della confisca; la Corte richiama che la qualificazione corretta è l'opposizione, non il ricorso per cassazione, anche se l'errata qualificazione non comporta automaticamente l'inammissibilità.

  • art. 568, comma 5, cod. proc. pen.

    Esprime il principio di conservazione degli atti giuridici e il favor impugnationis: l'impugnazione è ammissibile indipendentemente dalla qualificazione data dalla parte e il giudice incompetente deve trasmettere gli atti al giudice competente.

Massime di principio

  • La generazione di una ricevuta di invio telematico (PDP) con timestamp a ridosso del termine costituisce prova rilevante della tempestività; se il sistema successivamente rifiuta il deposito e ciò viene comunicato oltre il termine, può giustificare la restituzione nel termine per caso fortuito o forza maggiore.
  • Gli errori di natura procedurale o di qualificazione del mezzo di impugnazione da parte della difesa (es.: qualificare come ricorso per cassazione ciò che è invece opponibile) non comportano automaticamente inammissibilità: il principio del favor impugnationis impone la conservazione dell'atto e la trasmissione al giudice competente per la sua esatta qualificazione.
  • La competenza funzionale deve essere rispettata: se l'atto è stato diretto a giudice incompetente, il provvedimento del giudice incompetente può essere annullato e gli atti trasmessi al giudice competente indicato dalla norma (es. Corte di cassazione per ricorso di legittimità).
  • In caso di problemi tecnici con il deposito telematico, è opportuno: conservare tutte le ricevute e notifiche, ripetere tempestivamente il deposito con mezzi alternativi (PEC) non appena possibile e presentare immediatamente istanza di restituzione nel termine documentando l'accaduto.
  • La valutazione della restituzione nel termine richiede la dimostrazione di un impedimento oggettivo e documentabile; la comunicazione tardiva del rifiuto informatico può integrarne i requisiti quando impedisce ogni rimedio utile entro il termine.

Testo integrale

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