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Sentenza

Sentenza del 16/05/2017 n. 51 - Comm. Trib. II grado di Trento

Accertamento tributario - società di capitali a ristretta base sociale - definitività degli accertamenti in capo alla società - socio estraneo al processo instaurato dalla società - facoltà per il socio di contestare la presunzione di distribuzione di maggiori utili e la ricorrenza di tale presupposto - sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il socio ha contestato la presunzione secondo cui gli utili extracontabili accertati in capo alla società sarebbero stati distribuiti ai soci in proporzione alle rispettive partecipazioni. In particolare, ha sostenuto di poter contestare autonomamente sia l'esistenza degli utili extracontabili sia la loro effettiva distribuzione, anche se l'accertamento nei confronti della società era divenuto definitivo e il socio non aveva partecipato al relativo processo.

La decisione

La pretesa fiscale nei confronti del socio non può essere fondata automaticamente sulla definitività dell'accertamento emesso nei confronti della società. La decisione resa nel giudizio societario non produce, nei confronti del socio estraneo a quel processo, efficacia di giudicato sull'esistenza degli utili extracontabili. Il giudice deve quindi esaminare autonomamente le contestazioni del socio e non può limitarsi a richiamare la motivazione della sentenza relativa alla società.

Norme richiamate

  • Principio del contraddittorio e dei limiti soggettivi del giudicato

    Una pronuncia resa in un processo cui il socio è rimasto estraneo non può vincolarlo relativamente all'accertamento dell'esistenza degli utili extracontabili della società.

  • Presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base sociale

    La ristretta base sociale può giustificare una presunzione semplice di distribuzione ai soci degli utili extracontabili, ma il socio conserva la facoltà di contestare sia il presupposto della presunzione, cioè l'esistenza degli utili, sia la loro effettiva distribuzione.

Massime di principio

  • La definitività dell'accertamento nei confronti della società non rende automaticamente definitivo anche il maggior reddito imputato al socio estraneo al relativo giudizio.
  • Il socio deve poter esercitare pienamente il diritto di difesa nel proprio processo, contestando l'esistenza degli utili extracontabili e la loro distribuzione.
  • Nelle società a ristretta base sociale la distribuzione degli utili extracontabili è una presunzione superabile e non un automatismo assoluto.
  • Il giudice che decide sul ricorso del socio deve svolgere una valutazione autonoma e motivata; il semplice rinvio alla sentenza riguardante la società non è sufficiente.
  • In una situazione analoga è opportuno verificare sia la prova dell'utile extracontabile accertato alla società sia gli elementi concreti che dimostrerebbero la sua distribuzione al socio.

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