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Sentenza

Sentenza del 16/05/2017 n. 242 - Comm. Trib. Prov. Chieti

- Processo - Giurisdizione delle commissioni - Canone per la depurazione delle acque - E' corrispettivo di natura commerciale - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Non ricorre - Processo - Giurisdizione delle commissioni - Controversie sul servizioidrico integrato - Giurisdizione delle commissioni tributarie - Nonricorre

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la natura giuridica del canone per la depurazione delle acque e delle somme richieste per il servizio idrico integrato, nonché l'individuazione del giudice competente. È stato sostenuto che tali somme costituiscono corrispettivi di natura commerciale, collegati alla concreta erogazione di un servizio, e non tributi. Di conseguenza, la controversia non rientra nella giurisdizione delle Commissioni tributarie, che possono occuparsi soltanto di controversie aventi natura tributaria.

La decisione

La pretesa relativa al canone di depurazione e alle tariffe del servizio idrico integrato è stata qualificata come privatistica e non tributaria. Pertanto, la controversia esula dalla giurisdizione delle Commissioni tributarie e deve essere proposta davanti al giudice ordinario. La Commissione tributaria non è legittimata a trattare controversie aventi a oggetto il pagamento di corrispettivi per servizi, anche quando tali somme siano riscosse da un ente pubblico o siano indicate in un atto di natura apparentemente fiscale.

Norme richiamate

  • Legge 5 gennaio 1994, n. 36, articoli 13 e 14

    Le disposizioni sono richiamate in relazione alla disciplina del servizio idrico e del canone di depurazione, qualificato come corrispettivo connesso alla fruizione del servizio e non come tributo.

  • Decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, articolo 3

    La giurisdizione tributaria riguarda le controversie aventi natura tributaria; non comprende le controversie relative a corrispettivi privatistici per servizi pubblici.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 335 del 10 ottobre 2008

    La pronuncia è richiamata quale precedente sulla natura del canone di depurazione e sulla sua riconducibilità a un corrispettivo legato al servizio, anziché a un tributo.

  • Corte costituzionale, sentenza n. 39 del 12 gennaio 2010

    Le Commissioni tributarie non hanno giurisdizione sulle controversie relative a tariffe e corrispettivi del servizio idrico integrato, poiché tali somme non costituiscono tributi.

Massime di principio

  • Per individuare il giudice competente occorre guardare alla natura sostanziale della somma richiesta, non alla denominazione utilizzata dall'ente né al fatto che la richiesta sia inserita in un atto o in una bolletta di natura pubblicistica.
  • Le somme dovute come corrispettivo per un servizio effettivamente erogato, compreso il servizio idrico integrato e la depurazione, hanno normalmente natura privatistica e le relative controversie spettano al giudice ordinario.
  • La giurisdizione tributaria ricorre soltanto quando la pretesa ha natura propriamente tributaria, cioè quando il pagamento è imposto in via autoritativa senza un rapporto di corrispettività diretta con un servizio.
  • Se una controversia non tributaria viene proposta davanti alla Commissione tributaria, il giudice può dichiarare il difetto di giurisdizione; la domanda dovrà essere eventualmente riproposta davanti al giudice ordinario nel rispetto dei termini e delle regole sulla translatio iudicii.

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