Cassazione Penale, Sentenza n. 18319/2023 del 03/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorsi di Monaco e Saponaro contestavano la condanna per usura continuata e pluriaggravata sostenendo la mancanza di prova della loro consapevolezza della natura usuraria dei rapporti gestiti dal coimputato Marco Valente (assenza di contatti diretti con le vittime, intercettazioni che non proverebbero il pactum sceleris, possibile diversa qualificazione in favoreggiamento). Il ricorso di Palma contestava l'identificazione del ricorrente con il soprannome "Balenga/Balengo/Balenco" e il travisamento della prova, nonché il rigetto dell'alibi comprovato con fattura d'hotel per le notti in cui sarebbe avvenuto il furto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Teresa Monaco e Fabio Saponaro: ha ritenuto che la Corte d'appello abbia correttamente valutato le intercettazioni e gli altri elementi di prova e che sussistesse la consapevolezza della natura usuraria e l'effettivo recupero dei crediti, con conseguente integrazione del delitto di usura. Il ricorso di Saverio Palma è stato invece in parte accolto: la Cassazione ha ritenuto non pienamente appagante la prova dell'identificazione con il "Balenga" e ha ritenuto non adeguatamente valutato l'alibi fondato sulla fattura alberghiera; ha annullato la sentenza in relazione al capo g) (furto contestato) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Lecce per nuovo giudizio, lasciando impregiudicate le ulteriori statuizioni.
Norme richiamate
art. 644 cod. pen. (usura)
La norma punisce l'usura; la sentenza conferma che integra il reato chi partecipa alla pattuizione usuraria e, secondo la giurisprudenza richiamata, anche chi successivamente, consapevole della natura usuraria, ottiene il recupero del credito.
art. 110, 81, secondo comma, cod. pen. (concorso e continuazione)
Usata per qualificare la responsabilità in concorso e la continuazione dell'attività criminosa.
art. 624-bis, 624, 625, 61 cod. pen. (furto e aggravanti)
Norme usate per la contestazione del furto, del furto in abitazione e delle aggravanti plurime applicate al capo g).
art. 606 cod. proc. pen. (motivi di ricorso per cassazione)
La Corte ricorda i limiti di sindac¬to del giudice di legittimità sulle motivazioni di merito: sono deducibili solo vizi come mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà; in materia di valutazione delle intercettazioni l'apprezzamento è essenzialmente di merito.
art. 192 cod. proc. pen. (documenti e valori probatori)
Richiamato nel contesto delle censure sul travisamento della prova documentale e sulla valutazione delle registrazioni/intercettazioni e trascrizioni.
art. 125 cod. proc. pen. (alibi)
Rilevante rispetto alla valutazione dell'alibi prodotto da Palma e alla possibilità che documenti (fattura) costituiscano prova certa della presenza in un luogo.
art. 533 e art. 178 cod. proc. pen. (identificazione e trascrizioni)
Riferiti alle censure sulla identificazione tramite soprannome derivante da trascrizioni peritali e sulla necessità di corretti accertamenti (ascolto registrazioni, chiarimenti al perito, esame del brogliaccio).
art. 603 cod. proc. pen. (rinnovazione istruttoria)
Citato in relazione ai poteri del giudice del rinvio di rinnovare l'istruttoria e riesaminare la prova.
Massime di principio
- La valutazione del contenuto delle intercettazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito e può essere sindacata in cassazione solo per manifesta illogicità o travisamento evidente.
- Chi, pur non avendo partecipato alla pattuizione originaria dell'usura, riceve l'incarico di recuperare il credito e ne ottiene il pagamento, può integrare il reato di concorso in usura; in caso di mancato recupero si configura al più il favoreggiamento o altro reato diverso.
- L'identificazione di un imputato tramite soprannomi o riferimenti indiretti richiede elementi probatori solidi e verificabili (ascolto integrale delle conversazioni, confronti, chiarimenti al perito, testimonianze dirette); in loro difetto l'identificazione può risultare insufficiente.
- Una fattura o documento fiscale può supportare un alibi, ma la sua efficacia probatoria dipende dalla completezza degli accertamenti (es. verifica sull'emissione, destinatario effettivo della prestazione, riscontri aggiuntivi); il semplice rilascio della fattura non esclude la verifica istruttoria ulteriore.
- In sede di Cassazione sono inammissibili censure che chiedono una diversa valutazione della persuasività delle prove senza evidenziare vizi gravi e manifesti nella motivazione di merito.
- Se la prova è ritenuta insufficiente o viziata, la Cassazione può annullare parzialmente la sentenza e rinviare per nuovo giudizio, lasciando al giudice di merito ampi poteri istruttori per colmare le lacune probatorie.
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