Sentenza n. 14561/2026 - Roma, Sezione 3
per l'esecuzione del giudicato derivante dalla sentenza n. 3341 del 22.11.2024, emessa dalla Corte di Appello di Roma, Sezione Lavoro;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza della Corte d'Appello di Roma n. 3341/2024, relativa all'attribuzione della Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza n. 3341 del 22 novembre 2024 della Corte d'Appello di Roma, Sezione Lavoro, passata in giudicato e ritualmente notificata al Ministero. La sentenza aveva riconosciuto il diritto del ricorrente alla Carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2015/2016 al 2021/2022, nella misura di euro 500,00 per ciascun anno, oltre agli interessi legali dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione. Nonostante la notificazione del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, il Ministero non aveva attribuito la Carta né accreditato gli importi dovuti. Il ricorrente ha quindi domandato l'esecuzione del giudicato, anche mediante la nomina di un commissario ad acta. Il Ministero si è costituito senza svolgere attività difensiva sostanziale.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda di ottemperanza, rilevando che il titolo giudiziale del giudice ordinario era passato in giudicato, era stato ritualmente notificato all'Amministrazione e che il termine dilatorio di 120 giorni era inutilmente decorso. Ha accertato l'inottemperanza del Ministero e ha ordinato di dare esecuzione alla sentenza della Corte d'Appello, attribuendo al ricorrente la Carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2015/2016 al 2021/2022, per euro 500,00 ciascun anno, quindi complessivamente euro 3.500,00, oltre agli interessi legali secondo quanto stabilito dal titolo esecutivo. Il Ministero deve adempiere entro 60 giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento è stato nominato commissario ad acta il Direttore generale competente dell'Amministrazione resistente, con facoltà di delega e senza compenso, il quale dovrà intervenire entro i successivi 60 giorni, previa richiesta del ricorrente. Il TAR ha escluso, allo stato, la condanna alle penalità di mora, riservandola a un'eventuale successiva richiesta in caso di perdurante inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800,00 oltre accessori se dovuti. La sentenza è stata inoltre trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti e all'OIV competente per gli eventuali seguiti di competenza.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
beneficio economico della Carta elettronica del docente
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto al ricorrente dal giudicato della Corte d'Appello.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, convertito dalla l. 30/1997
termine dilatorio di centoventi giorni
Il ricorso per l'esecuzione del giudicato nei confronti dell'Amministrazione è stato ritenuto procedibile dopo la notificazione del titolo esecutivo e il decorso infruttuoso del termine dilatorio di 120 giorni.
Massime di principio
- L'ottemperanza è esperibile per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario quando l'amministrazione destinataria non vi abbia adempiuto.
- Ai fini dell'azione di ottemperanza nei confronti di una pubblica amministrazione, occorre che il titolo esecutivo sia stato ritualmente notificato e che sia decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato entro un termine determinato e nominare sin da subito un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta senza compenso, attribuendogli la facoltà di delega e subordinandone l'intervento all'inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione e alla richiesta della parte interessata.
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