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Sentenza

Sentenza n. 417/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento - dell’atto prot. n. 7247-P del 28 marzo 2025 della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino col quale è stato espresso parere contrario all’accoglimento della domanda di accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria, presentata dal ricorrente, avente ad oggetto la realizzazione di posti auto a raso pertinenziali; -di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, ivi compreso, ove occorra, dell’atto n. 5895 dell’11.3.2025 della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino, di comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento della suddetta istanza;

Giustizia amministrativa202500864

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Parere contrario all'accertamento di compatibilità paesaggistica in sanatoria relativo alla realizzazione di posti auto a raso e alla pavimentazione dell'area, nonché comunicazione dei motivi ostativi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità paesaggistica)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la realizzazione, su un'area già destinata a copertura di autorimesse interrate e a giardino pensile, di undici posti auto a raso, mediante rimozione di un'area verde di circa 105 m² e pavimentazione con conglomerato bituminoso. Dopo l'annullamento in autotutela del permesso di costruire che aveva assentito l'intervento e la presentazione dell'istanza di accertamento di conformità urbanistica e compatibilità paesaggistica, la Soprintendenza aveva inizialmente negato la compatibilità; quel parere era stato annullato dal TAR per difetto di motivazione, con richiesta di una valutazione aggiornata e attuale del contesto paesaggistico. Il nuovo parere è stato impugnato deducendo errore nella delimitazione dell'area interessata, travisamento dello stato dei luoghi, reiterazione delle motivazioni già annullate, omessa considerazione del previsto rinverdimento del pergolato, indebita equiparazione della rimozione di una piccola aiuola alla distruzione di un giardino, mancata considerazione del carattere urbanizzato e privo di pregio dell'area, nonché della conformità urbanistica e dell'esigenza di realizzare parcheggi. Il ricorrente sosteneva inoltre che la conformità urbanistica dell'intervento e la disciplina urbanistica favorevole ai parcheggi avrebbero dovuto escludere o ridurre la rilevanza del vincolo paesaggistico.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto corretta la considerazione dell'intera area di circa 250 m², distinguendo al suo interno la porzione di circa 105 m² che avrebbe dovuto restare a verde. La conformità urbanistica, anche ove sussistente, non esclude la necessità della distinta valutazione di compatibilità paesaggistica, poiché l'area è sottoposta a vincolo paesaggistico. Il nuovo parere non si è limitato a riprodurre quello già annullato, ma ha rivalutato l'istanza alla luce dell'attuale configurazione dei luoghi, rilevando che la rimozione dell'area verde e l'ulteriore impermeabilizzazione con conglomerato bituminoso incidono negativamente sulla qualità paesaggistica e percettiva del contesto urbano. La Soprintendenza ha adeguatamente motivato la necessità di conservare o ricomporre il verde anche in ambito urbano, nel quale il vincolo paesaggistico continua a operare e richiede particolare attenzione agli interventi di riqualificazione. Il giudice ha quindi riconosciuto la legittimità della valutazione tecnica negativa dell'autorità paesaggistica, non ravvisando gli errori di fatto o i vizi motivazionali dedotti. Le spese sono state integralmente compensate per la complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    La compatibilità paesaggistica delle opere realizzate in area vincolata deve essere valutata dall'autorità paesaggistica anche quando l'intervento sia urbanisticamente conforme.

  • d.m. 1 dicembre 1961

    Il vincolo paesaggistico gravante sull'area permane e impone la valutazione della compatibilità paesaggistica degli interventi.

  • l.r. Campania n. 19/2001

    È richiamata nel contesto della disciplina che aveva consentito la realizzazione delle autorimesse e dei posti auto interrati, con prescrizioni di mantenimento del verde.

  • l.r. Campania n. 16/2004

    È richiamata dal ricorrente e dalla Soprintendenza con riguardo alla preservazione delle aree verdi.

Massime di principio

  • La conformità urbanistica di un intervento non esclude la necessità di una distinta verifica di compatibilità paesaggistica quando l'area è sottoposta a vincolo paesaggistico.
  • Il riesame imposto dal giudice amministrativo dopo l'annullamento di un precedente parere paesaggistico per difetto di motivazione è adeguatamente svolto quando l'autorità rivaluta l'istanza considerando la configurazione attuale dei luoghi e illustra le ragioni concrete dell'incidenza dell'intervento sui valori paesaggistici.
  • Il vincolo paesaggistico opera anche nei contesti urbani e può giustificare il diniego di compatibilità paesaggistica per interventi che eliminino aree verdi e aumentino l'impermeabilizzazione del suolo, anche se di limitata estensione.
  • La valutazione dell'autorità paesaggistica sulla conservazione o ricomposizione di aree verdi e sulla compatibilità di pavimentazioni e parcheggi costituisce esercizio di discrezionalità tecnica, sindacabile solo in presenza di errori di fatto, carenze istruttorie o manifesta illogicità adeguatamente dedotti e comprovati.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaAutorizzazione paesaggisticaTitoli abilitativi edilizi
RamiBeni culturali e paesaggioEdilizia
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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