Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4550/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento della liberazione anticipata relativa al periodo di custodia cautelare dal 15/02/2010 al 16/02/2014; il ricorrente ha lamentato violazione dell'art. 54 Ord. pen. e vizi di motivazione sostenendo che il beneficio era stato negato sulla base della sola menzione di una recente ordinanza di custodia cautelare riferita a fatti successivi al periodo per il quale si chiedeva il beneficio, mentre il periodo detentivo oggetto della domanda avrebbe dovuto essere valutato positivamente per la piena accettazione delle regole trattamentali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale di Sorveglianza ha motivato adeguatamente il diniego, avendo valutato la ricostruzione fattuale e le risultanze a carico del ricorrente relative a nuove condotte nel settore del narcotraffico intervenute dopo la detenzione cautelare e prima della condanna definitiva, e ritenendole sintomatiche della mancata effettiva partecipazione al percorso rieducativo. La Corte ha richiamato il principio secondo cui comportamenti successivi al ritorno in libertà (anche se ancora oggetto di procedimento) possono retroagire nell'esclusione del beneficio se indicativi del rifiuto della risocializzazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 54 Ord. pen.

    Riferimento alla norma che disciplina i benefici penitenziari e la valutazione del percorso trattamentale; la Corte interpreta che la valutazione per la liberazione anticipata richiede un giudizio globale sulla partecipazione al trattamento, comprensivo anche di condotte sopravvenute.

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73

    Articolo relativo ai reati in materia di stupefacenti; la sentenza evidenzia che la precedente condanna per delitti nello stesso settore è valutata insieme alle condotte sopraggiunte per motivare il diniego del beneficio.

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 74

    Richiamato in relazione alle nuove accuse contestate al ricorrente; la Corte ammette la considerazione di fatti costituenti reato (anche se non definiti) nel procedimento di sorveglianza purché pertinenti al percorso rieducativo.

Massime di principio

  • Il giudice di sorveglianza può valutare, ai fini della concessione di benefici come la liberazione anticipata, anche comportamenti intervenuti dopo la detenzione o dopo il ritorno in libertà; tali comportamenti possono retroagire nella valutazione del merito del beneficio se indicano un rifiuto della risocializzazione.
  • Non è necessario attendere la definizione del procedimento penale relativo a fatti sopravvenuti: il giudice di sorveglianza può tenerne conto purché valuti la pertinenza di tali fatti rispetto al trattamento rieducativo e motivi il nesso con la mancata partecipazione al percorso di rieducazione.
  • La mera distanza temporale tra i fatti per i quali si chiede il beneficio e fatti successivi non è di per sé decisiva; occorre un giudizio globale e motivato che colleghi le condotte sopravvenute all'inidoneità al trattamento.
  • Per ottenere esito favorevole in richiesta analoghe è importante documentare la reale e continuativa partecipazione al programma trattamentale e contrastare specificamente l'interpretazione che le condotte successive denotino un rifiuto della risocializzazione.
  • La decisione deve essere adeguatamente motivata dal tribunale: una semplice menzione di nuove indagini o misure cautelari senza spiegare la loro rilevanza rispetto al trattamento può essere censurata, mentre una motivazione che descrive i tratti significativi delle condotte e il loro nesso con il percorso rieducativo è valida.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.