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Sentenza

Sentenza n. 1666/2026 - Catania, Sezione 3

per l'accertamento del diritto del ricorrente, come in epigrafe generalizzato, di vedersi riconosciuta l’indennità di buonuscita – TFS con il beneficio di cui all’articolo 6-bis del citato d.l. n. 387/1987; e, per la condanna dell’Amministrazione resistente alla rideterminazione dell’importo dovuto a titolo di TFS per effetto del riconoscimento dei c.d. “sei scatti”.

Giustizia amministrativa202500333

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. IIISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: diniego o mancato riconoscimento, in sede di liquidazione del TFS, dei sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis d.l. n. 387/1987

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare in congedo)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento del diritto alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita-TFS mediante inclusione nella base di calcolo dei sei scatti stipendiali previsti dall’art. 6-bis d.l. n. 387/1987, con condanna dell’INPS alla corresponsione delle differenze e degli accessori. Nel ricorso era stata inserita anche una domanda relativa alla ricostruzione della pensione ai sensi dell’art. 54 d.P.R. n. 1092/1973; il ricorrente ha precisato che tale domanda era frutto di errore materiale e, comunque, vi ha rinunciato. L’INPS ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva e la prescrizione quinquennale, sostenendo che il termine decorresse dal collocamento in congedo, avvenuto il 31 luglio 2018. Nel merito ha chiesto il rigetto, ritenendo non spettanti i sei scatti in caso di cessazione dal servizio a domanda.

La decisione

Il TAR ha ritenuto integralmente ammissibile la domanda, poiché limitata al TFS, materia rientrante nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; la domanda pensionistica, devoluta alla Corte dei conti, è stata espunta dal thema decidendum per errore materiale e rinuncia. È stata respinta l’eccezione di difetto di legittimazione passiva, poiché l’INPS è l’unico soggetto obbligato alla corresponsione dell’indennità di buonuscita. È stata respinta anche l’eccezione di prescrizione: il termine decorre dalla conoscenza dell’ammontare del TFS risultante dal prospetto di liquidazione, non dalla data di cessazione dal servizio; essendo il prospetto dell’agosto 2020 e il ricorso depositato il 23 febbraio 2025, la domanda è tempestiva. Nel merito, il Collegio ha riconosciuto l’applicabilità dell’art. 6-bis d.l. n. 387/1987 agli appartenenti alle forze di polizia, comprese quelle a ordinamento militare, ai fini della liquidazione dell’indennità di buonuscita. L’abrogazione dell’art. 11 l. n. 231/1990 da parte del Codice dell’ordinamento militare non determina la riviviscenza della precedente formulazione dell’art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987, che escludeva la cessazione a domanda; tale disposizione deve ritenersi abrogata. L’art. 1911, comma 3, d.lgs. n. 66/2010 conferma inoltre la perdurante applicabilità dell’art. 6-bis d.l. n. 387/1987 ai fini del trattamento di fine rapporto. L’art. 4 d.lgs. n. 165/1997, riferito alla base pensionabile, non modifica il regime di calcolo del TFS. Il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, non ha natura decadenziale: costituisce un onere funzionale alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo e non può escludere il beneficio quando la domanda sia presentata successivamente. Il ricorso è stato quindi accolto, con condanna dell’INPS a rideterminare e corrispondere il TFS includendo i sei scatti, oltre interessi legali senza cumulo con la rivalutazione monetaria, e con condanna alle spese di giudizio liquidate in euro 1.000, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione dell’indennità di buonuscita

    La disposizione attribuisce sei scatti al personale delle forze di polizia, anche a ordinamento militare, ai fini della liquidazione del TFS; il beneficio può spettare anche a chi cessa dal servizio a domanda, alle condizioni previste dal comma 2, senza che il termine del 30 giugno abbia natura decadenziale.

  • art. 1911, comma 3, d.lgs. n. 66/2010

    continua ad applicarsi l'articolo 6-bis, del decreto legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 novembre 1987, n. 472

    Conferma, per le forze di polizia a ordinamento militare, la perdurante applicazione dell’art. 6-bis d.l. n. 387/1987 ai fini del trattamento di fine rapporto.

  • art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987

    La disposizione, nella formulazione che limitava il beneficio ai casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso, non è più vigente; l’abrogazione della norma novellatrice non ne determina la riviviscenza.

  • art. 11 l. n. 231/1990

    La sua abrogazione da parte del Codice dell’ordinamento militare non comporta la reviviscenza della precedente formulazione dell’art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987.

  • art. 4 d.lgs. n. 165/1997

    Disciplina gli aumenti periodici ai fini della base pensionabile e non modifica il regime di calcolo dell’indennità di buonuscita quanto ai sei scatti previsti dall’art. 6-bis d.l. n. 387/1987.

  • art. 16, comma 6, l. n. 412/1991

    Gli accessori sulle somme dovute sono riconosciuti mediante interessi legali, senza cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    Concorre a disciplinare il riconoscimento degli interessi sulle prestazioni previdenziali, escludendo il cumulo con la rivalutazione monetaria.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Consente al giudice di sottoporre alle parti una questione rilevata d’ufficio prima della decisione; nel caso concreto è stato utilizzato per consentire il contraddittorio sulla possibile parziale inammissibilità della domanda pensionistica.

Massime di principio

  • L’INPS è legittimato passivamente nelle controversie relative alla corresponsione e alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita, essendo l’ente previdenziale il soggetto obbligato al pagamento della prestazione.
  • Per il diritto alla rideterminazione dell’indennità di buonuscita, il termine di prescrizione decorre dalla conoscenza dell’ammontare della prestazione risultante dal prospetto di liquidazione, e non dalla data di cessazione dal servizio.
  • L’art. 6-bis d.l. n. 387/1987 si applica agli appartenenti alle forze di polizia anche quando siano inseriti in un ordinamento militare e consente l’inclusione dei sei scatti nella base di calcolo dell’indennità di buonuscita.
  • L’abrogazione della disposizione che ha modificato una norma precedente non determina, di regola, la reviviscenza della formulazione originaria; nel caso esaminato, l’abrogazione dell’art. 11 l. n. 231/1990 non ha fatto rivivere la versione dell’art. 1, comma 15-bis, d.l. n. 379/1987 che escludeva la cessazione a domanda.
  • Il termine del 30 giugno previsto dall’art. 6-bis, comma 2, d.l. n. 387/1987 non è decadenziale: costituisce un onere collegato alla decorrenza del collocamento a riposo dal 1° gennaio dell’anno successivo e il suo mancato rispetto non esclude il beneficio dei sei scatti.
  • L’art. 4 d.lgs. n. 165/1997 incide sulla base pensionabile e non modifica il diverso regime di calcolo dell’indennità di buonuscita disciplinato dall’art. 6-bis d.l. n. 387/1987.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeGiurisdizione e riparto
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneTermini del procedimento

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