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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31170/2024 del 30/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per concorso in detenzione illecita di stupefacenti (complessivi gr. 1.574 di hashish e marijuana). Denunciava in primo luogo un vizio di motivazione: il borsone con la droga era stato gettato dal balcone dell'abitazione in uso a Madonia Giovanna (sua cognata) e rinvenuto in uno spazio sottostante, senza elementi probanti che dimostrassero il concorso della Ragusa. Contestava inoltre il diniego delle circostanze attenuanti generiche e la misura della pena (dosimetria). La Corte d'appello aveva fondato la responsabilità anche sul rinvenimento, nella camera del figlio della Ragusa, di una chiave che apriva una cassetta nell'abitazione di Madonia Giovanna contenente 9.714 euro ritenuti provento di spaccio, e su elementi tratti da indagini collegate e da intercettazioni riferite a periodi precedenti.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Palermo per nuovo giudizio. La Cassazione ha ritenuto che la motivazione delle decisioni di merito non avesse dimostrato "oltre ogni ragionevole dubbio" il compossesso della droga da parte della Ragusa: l'esistenza del denaro ritenuto provento di spaccio e la presenza della chiave nella stanza del figlio non erano, di per sé, sufficienti a inferire razionalmente che la Ragusa detenesse anche lo stupefacente lanciato dalla Madonia. Ha inoltre considerato non più utilizzabili le dichiarazioni rese dai coimputati nell'immediatezza dei fatti quando non verbalizzate. Gli ulteriori motivi di impugnazione sono stati assorbiti.

Norme richiamate

  • Decreto-legge n.137/2020, convertito dalla Legge n.176/2020, art. 23 comma 8

    art. 23, comma 8, dl. n. 137 del 2020, convertito dalla L. n. 176 del 2020

    Norma procedurale che ha autorizzato lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta; non incide sul merito della decisione ma sulla forma del procedimento.

  • Principio della prova penale "oltre ogni ragionevole dubbio" (giurisprudenza della Cassazione)

    Sez. 1, n. 34032 del 01/07/2022 (Scapin, Rv. 283987 - 01)

    La valutazione indiziaria deve essere razionale e tale da escludere ogni ragionevole dubbio; presunzioni plausibili ma non sufficientemente fondate non possono sorreggere una condanna.

  • Regole sulla utilizzabilità delle dichiarazioni degli imputati/non verbalizzate

    La Corte di appello ha escluso l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese dagli imputati nell'immediatezza dei fatti se non verbalizzate; tali dichiarazioni non possono quindi costituire base probatoria per la condanna.

Massime di principio

  • La responsabilità per compossesso di stupefacenti richiede un nesso probatorio diretto o presunzioni talmente consolidate da poter superare il principio dell'"oltre ogni ragionevole dubbio"; elementi meramente coincidenti o plausibili non bastano.
  • La presenza in un'abitazione di denaro ritenuto provento di spaccio non prova automaticamente la disponibilità di specifici quantitativi di droga rinvenuti altrove; occorre dimostrare il collegamento materiale tra la persona e lo specifico bene stupefacente.
  • Se le dichiarazioni dei coimputati sono escluse per vizi formali (es. non verbalizzate), il giudice non può basare la propria decisione su di esse: è necessario altro materiale probatorio indipendente.
  • In giudizio abbreviato è ammessa l'utilizzazione di elementi provenienti da procedimenti collegati (intercettazioni, atti "madre"), ma tali elementi devono comunque consentire una prova piena e riferibile al fatto specifico.
  • Quando la prova si basa su presunzioni, il giudicante deve esplicitare e verificare la catena logica che conduce dalla presunzione ai fatti contestati, mostrando come essa superi il dubbio razionale; in mancanza, la decisione può essere annullata e rinviata.
  • In difesa, porre l'accento sull'assenza di nessi diretti (fingerprints, rinvenimento immediato addosso, testimoni oculari) e suggerire spiegazioni alternative per elementi come chiavi o denaro può rendere inefficace la costruzione indiziaria dell'accusa.

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