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Sentenza

Sentenza n. 237/2026 - Perugia, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Terni, sezione lavoro, n. 16 del 09/01/2025, concernente assegnazione carta docenti.

Giustizia amministrativa202600051

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Umbria - Perugia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Terni, sezione lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della carta docente per cinque anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito in ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Terni, sezione lavoro, n. 16 del 9 gennaio 2025, che aveva condannato il Ministero al riconoscimento del beneficio economico della carta docente, pari a 500 euro annui, per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24, oltre alle spese legali. Ha dedotto di avere notificato la sentenza in forma esecutiva, atteso il termine previsto dall'art. 14 d.l. 669/1996, documentato il passaggio in giudicato per mancata impugnazione e, nonostante ciò, non ricevuto il bonus. Ha chiesto l'assegnazione di un termine di sessanta giorni per l'esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia e la condanna al pagamento di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. Il Ministero ha chiesto il rigetto con una memoria meramente formale. La difesa erariale richiamava, secondo quanto riferito nella sentenza, la pubblicazione di avvisi ministeriali e dell'USR Umbria per la presentazione di nuove richieste attraverso la procedura telematica, nonché i doveri di leale collaborazione, buona fede e correttezza del creditore.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che dagli atti non risultava il pagamento integrale delle somme dovute in forza del giudicato civile. Ha escluso che il docente fosse tenuto a presentare ulteriori richieste amministrative tramite la procedura telematica e ad attendere senza tempi certi la presa in carico della posizione: in assenza di modifiche alle procedure e ai tempi di pagamento, pretendere ulteriori adempimenti dal creditore avrebbe ecceduto i limiti dei doveri di correttezza e buona fede e non avrebbe potuto sospendere l'esecuzione del giudicato. Ha assegnato al Ministero il termine di sessanta giorni per pagare tutte le somme spettanti e ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Prefetto di Terni, o un funzionario da lui delegato, affinché, su richiesta del ricorrente dopo l'inutile decorso del termine, provveda in sostituzione del Ministero al rilascio della carta docente, all'accredito delle somme e agli ulteriori atti amministrativi e contabili necessari. Al commissario spetterà, per l'attività eventualmente svolta, un compenso di 500 euro a carico del Ministero inottemperante. Il TAR ha invece escluso l'applicazione della penalità di mora, ritenendola iniqua in ragione della natura di contributo dell'erogazione e delle difficoltà degli uffici ministeriali. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 800 euro oltre oneri e accessori, e la sentenza è stata trasmessa alla Procura regionale della Corte dei conti e alla Ragioneria generale dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    eventuale penalità di mora ex art. 114, comma 4, lettera e), cod. proc. amm.

    La norma consente, nell'ambito del giudizio di ottemperanza, la nomina del commissario ad acta e l'applicazione della penalità di mora; nel caso concreto il commissario è stato nominato, mentre la penalità è stata esclusa perché ritenuta iniqua trattandosi dell'erogazione di un contributo.

  • art. 112 c.p.a.

    ai sensi dell’art. 112, cod. proc. amm.

    È stato utilizzato quale fondamento dell'azione di ottemperanza diretta a ottenere l'esecuzione del giudicato civile nei confronti del Ministero.

  • art. 1, comma 121, legge 107/2015

    beneficio economico (c.d. bonus “carta del docente”, pari ad euro 500 annui, utilizzabili mediante carta elettronica)

    Prevede il beneficio economico destinato all'aggiornamento e alla formazione dei docenti, oggetto della condanna contenuta nel giudicato da eseguire.

  • art. 14 d.l. 669/1996, convertito dalla legge 30/1997

    termine di cui all’art. 14 del d.l. 669/1996, convertito nella legge 30/1997

    Il ricorrente ha dedotto di avere atteso il termine previsto prima di promuovere l'azione esecutiva nei confronti dell'amministrazione.

  • d.m. 55/2014, come modificato dal d.m. 147/2022

    misura minima indicata dalla giurisprudenza per casi analoghi sulla base del d.m. 55/2014, come modificato dal d.m. 147/2022

    Parametri utilizzati per la liquidazione delle spese di lite.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza a un giudicato civile di condanna al pagamento di un beneficio economico, l'amministrazione deve dare esecuzione integrale alla decisione senza subordinare il pagamento alla presentazione di ulteriori richieste amministrative non previste da una norma o senza imporre al creditore un'attesa priva di tempi certi.
  • I doveri di correttezza, buona fede e leale collaborazione del creditore non possono essere interpretati in modo da esigere ulteriori adempimenti amministrativi privi di base normativa o da differire indefinitamente l'esecuzione di un giudicato.
  • In caso di mancata esecuzione del giudicato, il giudice dell'ottemperanza può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta, subordinando l'intervento sostitutivo all'inutile decorso del termine e alla richiesta della parte interessata.
  • La penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. può essere esclusa quando, avuto riguardo alla natura dell'obbligazione pubblica e alle circostanze concrete, la sua applicazione risulti iniqua; nel caso di erogazione di un contributo, il giudice ha ritenuto non proporzionata tale misura.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaBuona fede e correttezza della PAEffetto conformativo e riedizione del potere

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