Sentenza del 17/11/2023 n. 32037 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Richiesta di rimborso di Euro 234.242,70 pagati a titolo di tariffa canone pubblicita' per gli anni 2009-2013. Il Comune aveva ritenuto che gli importi corrispondessero al cumulo dell'imposta comunale sulla pubblicita' (ICP/CIMP) e del canone di locazione dei luoghi pubblici previsto dal Piano Generale degli Impianti (PGI). La contribuente contestava la legittimita' del cumulo, la mancata corrispondenza tariffaria e profili di illegittimita' degli atti comunali; impugnava poi in Cassazione la sentenza di gravame che aveva dato ragione al Comune, deducendo vizi procedurali (mancata comunicazione avviso di trattazione) e vizi di merito e di giurisdizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso della contribuente ritenendo la sentenza del giudice di merito nulla per omissione della comunicazione dell'avviso di trattazione prevista dall'art. 31 del D.Lgs. n.546/1992 (violazione del principio del contraddittorio e del diritto di difesa). Per effetto di tale nullita' la sentenza impugnata e' stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale della Campania in diversa composizione per nuovo esame della controversia; i rimanenti motivi di ricorso sono stati assorbiti.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
art. 1, comma 2; art. 31; art. 36; art. 53; art. 61
Art.31 impone la comunicazione dell'avviso di trattazione (udienza) nel processo tributario; la mancata comunicazione incide sul diritto di difesa e determina la nullita' della decisione. Altre norme richiamate riguardano regole processuali di ammissibilita' e decisione delle eccezioni.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507
Autorevole interpretazione: l'imposta comunale sulla pubblicita' e la tassa/canone per l'occupazione di spazi su aree pubbliche possono coesistere solo se rispondono a presupposti diversi; il cumulo e' ammesso quando i presupposti impositivi sono distinti.
D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446
Disciplina del canone per l'installazione di mezzi pubblicitari (CIMP): prevede criteri tariffari differenziati in funzione dell'occupazione del suolo pubblico o dell'installazione su beni privati e pone limiti percentuali rispetto alle tariffe ICP.
Legge 23 dicembre 1996 / 1997 (legge finanziaria)
Consente, in alcuni casi, maggiorazioni tariffarie (nella vicenda la maggiorazione del 20% evocata rispetto alle tariffe ICP).
Costituzione
Richiamato quale parametro costituzionale riferito a limiti e condizioni per la imposizione tributaria e alla necessita' di conformita' dell'azione impositiva ai principi costituzionali.
Piano Generale degli Impianti (PGI) del Comune di (Omissis)
Delibera Consiglio comunale n. 419/99, artt. 1, 3, 5 del Titolo VI
Con il PGI il Comune aveva previsto un canone sostitutivo dell'imposta comunale sulla pubblicita' e un canone espresso in metri quadrati di superficie pubblicitaria (non di proiezione), stabilendo l'accorpamento delle tariffe dal 1.1.2002; la corretta interpretazione degli articoli del PGI e la corrispondenza tariffaria erano al centro della controversia.
Sentenza TAR
Il TAR aveva annullato un'ordinanza comunale di conversione in euro delle tariffe, e aveva accertato difformita' tra le tariffe applicate e la somma degli importi richiesti a titolo di imposta e canone; tale pronuncia e' stata richiamata nella disputa sulla legittimita' del cumulo.
Massime di principio
- L'omessa comunicazione dell'avviso di trattazione nel processo tributario (art. 31 D.Lgs. 546/1992) determina nullita' della decisione e impone il rinvio per nuovo esame: le parti devono essere avvertite con congruo anticipo per garantire il contraddittorio.
- Il comune che sostiene il cumulo di imposte e canoni deve produrre prospetti e documentazione chiara e dettagliata che dimostrino la corrispondenza degli importi imputati alle diverse voci tariffarie; in loro assenza la tesi del cumulo e' debole.
- Il cumulo tra imposta comunale sulla pubblicita' e canoni (TOSAP/COSAP o canoni di locazione per luoghi pubblici) e' possibile solo se i presupposti impositivi sono distinti e le singole voci sono correttamente determinate e motivate dall'ente; va sempre verificata la natura reale della prestazione (tributaria vs patrimoniale).
- Quando il Comune introduce un canone sostitutivo mediante PGI o altro atto, occorre accertare la regolarita' formale e la coerenza dell'atto con la disciplina nazionale (rispetto di misurazione su suolo pubblico vs superficie pubblicitaria) per valutare la legittimita' dell'applicazione e di eventuali cumuli.
- La qualificazione della prestazione (tributo vs canone patrimoniale) condiziona la giurisdizione: occorre valutare la sostanza dell'obbligazione per determinare se la controversia rientra nella competenza tributaria o nella giurisdizione amministrativa/patrimoniale.
- Gli interventi formali di conversione lire-euro o atti simili possono essere impugnati e, se annullati, incidono sulla legittimita' degli atti successivi; verificare sempre l'esistenza di pronunce amministrative precedenti che possano influire sull'accertamento della titolarita' e della misura del prelievo.
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