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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22319/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Rinvio pregiudiziale della questione di competenza per territorio richiesta da taluni difensori degli imputati (MUSINA Pasquale, DE ROSA Giulio, MUSINA Nicola, SANNA Mauro, SERRA Raimondo, CORRAINE Silvana, PIREDDA Gonario, MONI Salvatore Angelo). Le difese contestavano la competenza di Cagliari per il reato più grave contestato (associazione finalizzata al narcotraffico, art. 74 DPR 309/1990), sostenendo che i fatti più gravi o l'accordo criminoso si sarebbero perfezionati nel circondario di Siena o nel distretto di Firenze e che, in alternativa, taluni reati (detenzione/ricettazione di armi) sarebbero del tutto scollegati e commessi in altri luoghi. Il GUP ha ritenuto la questione sufficientemente seria e non manifestamente infondata e ha rimesso gli atti alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato ammissibile il rinvio pregiudiziale e ha stabilito che la competenza per il reato di associazione finalizzata al narcotraffico (art. 74 TU stupefacenti) spetta al GUP del Tribunale di Cagliari. La Corte ha ritenuto infondate le argomentazioni difensive basate su una diversa qualificazione (art. 416 c.p.) e ha valorizzato gli elementi indiziari che collocano in Sardegna la base operativa e la progettualità criminosa (domicili, coltivazioni in Sardegna, approvvigionamento di semi e finanziamenti, destinazione del prodotto in Sardegna, prosecuzione dell'attività anche dopo arresti). Ha inoltre ritenuto che per l'imputato MONI (reati di armi commessi in concorso) sussista connessione con il reato associativo ai sensi dell'art. 12 c.1 lett. a) c.p.p., così determinando la competenza territoriale di Cagliari anche per quei reati.

Norme richiamate

  • art. 24-bis cod. proc. pen.

    Regola il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione: è strumento preventivo e facoltativo per il giudice procedente che può rimettere la questione quando ritiene fondata la dubitazione sulla competenza territoriale; impone motivazione e consente di evitare vizi occultati nel processo; il comma 6 impone effetti preclusivi se l'eccezione non è accompagnata dalla richiesta di rimessione

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Disciplina il conflitto di competenza e l'obbligo di immediata trasmissione degli atti alla Corte di cassazione se sussiste la situazione astratta di giudici che contemporaneamente prendono o rifiutano cognizione del medesimo fatto; la giurisprudenza applica i canoni di tale norma nel vaglio del rinvio pregiudiziale

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Definisce il contenuto dell'atto di denuncia/sollecitazione di conflitto: la segnalazione deve consentire astrattamente di configurare una situazione di conflitto per legittimare la trasmissione immediata

  • art. 21 comma 2 cod. proc. pen.

    Fissa i termini decadenziali per l'eccezione di incompetenza per territorio; la giurisprudenza riconnette tali termini anche al meccanismo del rinvio pregiudiziale

  • art. 12 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.

    Stabilisce la connessione dei procedimenti quando il reato è stato commesso da più persone in concorso: la connessione può determinare la competenza territoriale per tutti i reati connessi al più grave contestato

  • art. 74 DPR 9 ottobre 1990, n. 309 (TU stupefacenti)

    Norma che disciplina l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; nel caso concreto la contestazione ai capi A, B ecc. è stata ritenuta idonea a radicare la competenza in Cagliari

  • art. 416 cod. pen.

    Delitto di associazione semplice; le difese proponevano una riclassificazione dei fatti sotto tale fattispecie per spostare la competenza, ma la Corte ha ritenuto che la contestazione rimanga quella di associazione finalizzata al narcotraffico, rendendo inopportuna la riclassificazione per determinare la competenza

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Disciplina la motivazione degli atti decisori: l'ordinanza di rimessione deve essere motivata a pena di nullità; la Corte sottolinea l'obbligo motivazionale del giudice procedente quando usa il rinvio pregiudiziale

  • art. 54-quater cod. proc. pen.

    Prevede l'intervento del Procuratore Generale presso la Corte di cassazione; nel caso è richiamato il decreto del Procuratore Generale che ha già trattato problematiche analoghe nelle indagini preliminari

Massime di principio

  • Il rinvio pregiudiziale ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile quando il giudice procedente ritiene fondata, o non manifestamente infondata, la questione di competenza e deve motivare la scelta: non è automatica ma discrezionale e sussiste per questioni 'di una certa serietà'.
  • La semplice richiesta della parte che inviti il giudice a declinare la competenza non obbliga automaticamente alla trasmissione degli atti: il giudice valuta la serietà e la plausibilità dell'eccezione prima di rimettere la questione alla Corte di cassazione.
  • La riclassificazione giuridica proposta dalle difese non è di per sé sufficiente a spostare la competenza: la valutazione prende a riferimento il tenore della contestazione e gli elementi indiziari che collocano la base operativa e la progettualità criminosa.
  • La connessione di procedimenti (art. 12 c.1 lett. a) c.p.p.) può estendere la competenza territoriale al giudice competente per il 'più grave' reato contestato, anche quando reati connessi siano stati commessi in altri circondari.
  • Se una parte eccepisce l'incompetenza per territorio deve ricordare i termini e le modalità previste: l'eccezione, per non essere preclusa successivamente, va formulata secondo i termini di legge e con la richiesta contestuale di rimessione quando si intende attivare l'istituto del rinvio pregiudiziale.
  • Il giudice procedente che opti per la rimessione deve motivare chiaramente le ragioni della scelta e illustrare le questioni sollevate dalle parti, poiché la Corte di cassazione riceve gli atti per decidere sulla base di una adeguata rappresentazione motivata della controversia.

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