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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23318/2023 del 29/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Cundari, all'epoca Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, era stato condannato in appello per più episodi di concussione, tentata concussione e reati di falso, sulla base delle denunce della persona offesa Brunello Scigliano, intercettazioni, messaggi WhatsApp e documentazione sequestrata. Nel ricorso per cassazione la difesa ha contestato in particolare: la mancanza dell'elemento dell'abuso costrittivo necessario per la concussione (sostenen- do trattarsi di rapporto paritario e quindi di corruzione/accordo), l'inattendibilità della persona offesa e la necessità di riscontri ex art. 192 c.p.p., la insufficiente prova delle dazioni di denaro e l'erronea qualificazione dell'aggravante dell'atto fidefacente e delle misure ablative disposte.

La decisione

La Corte di cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto viziata e insufficiente la motivazione della Corte di appello con riferimento ai reati di concussione e tentata concussione (capi A, B, C, D, G, H, I), annullando la sentenza limitatamente a tali capi e rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Catanzaro per colmare le carenze motivazionali. Ha invece respinto i rilievi con riferimento ai reati di falso (mantenendo le statuizioni su quei capi), ritenendo sufficientemente provata la falsificazione documentale e la sussistenza, per quel profilo, delle misure. Altre censure (es. su confische e riparazioni) sono state trattate in parte assorbite o respinte nella misura non richiamata nel provvedimento di annullamento.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen.

    Norma della concussione; la Corte richiama che il nucleo del reato è l'abuso costrittivo del pubblico agente (violenza o minaccia, anche implicita) che limita gravemente la libertà di autodeterminazione del privato; nell'abuso di qualita' occorre valutare oggettivamente la minaccia e la sua idoneità ad intimidire.

  • art. 319-quater cod. pen.

    Norma dell'induzione indebita a dare o promettere utilità; distinta dalla concussione per la natura persuasiva/induttiva (pressione morale) e dalla corruzione per l'assenza di par condicio tra le parti.

  • art. 322, quarto comma, cod. pen.

    Ipotesi di istigazione alla corruzione; richiesta del pubblico agente senza esercizio di pressioni, consistente in prospettazione di scambio di favori, distinta da concussione e induzione.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma relativa alla riparazione pecuniaria e sanzioni accessorie collegata ai reati contro la pubblica amministrazione; menzionata in relazione alle statuizioni di condanna pecuniaria disposte in appello.

  • art. 322-quater cod. pen.

    Richiamata in relazione alla condanna al pagamento di una somma a titolo di riparazione; la Corte esamina la legittimità della misura collegata a profitti ritenuti del reato.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma sulle confische obbligatorie o ampliative; la Corte ha richiamato i principi secondo cui la confisca dei proventi richiede prova del rapporto di causalità tra somme e reato, censurando la motivazione nel giudizio di appello su taluni aspetti.

  • artt. 479 e 472 cod. pen.

    Riferite ai reati di falso in atto pubblico; la Corte d'appello ha motivato adeguatamente la responsabilità per falsificazione di documenti relativi alle verifiche di idoneita', e la Cassazione non ha ritenuto fondati i rilievi difensivi su questi capi.

  • art. 192, commi 3 e 4, cod. proc. pen.

    Regole sull'utilizzabilità e valutazione delle dichiarazioni della persona offesa quando essa ha posizione processuale (es. indagato) in procedimento connesso; la Cassazione sottolinea la necessità che la Corte territoriale verifichi l'esistenza e l'esito del procedimento a carico della parte offesa e, se del caso, applichi i criteri di riscontro previsti.

  • I. n. 81/2008

    Normativa antinfortunistica richiamata per gli atti di accertamento delle identità e attestazioni tecniche; impiegata come riferimento per valutare la documentazione sequestrata.

  • I. 609/1996 e DM 10 marzo 1998

    Norme che regolano l'idoneità in materia di prevenzione incendi; la Corte ha ritenuto che il DM attribuisca la competenza esclusiva al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco per il rilascio dei certificati di idoneità, fondamento della valutazione di falsificazione degli atti.

  • art. 2700 cod. civ.

    Definizione di atto pubblico di fede privilegiata; la Cassazione richiama la limitazione dell'efficacia probatoria privilegiata agli atti che attestino fatti avvenuti in presenza del pubblico ufficiale e la necessità di non estendere tale efficacia oltre i limiti di legge.

  • art. 476 cod. pen.

    Richiamato implicitamente nella discussione sull'aggravante dell'atto fidefacente: la giurisprudenza richiede che l'atto abbia fede privilegiata per applicare l'aggravante; la Corte ha analizzato la competenza normativa che attribuisce pubblica fede ad alcuni atti nel settore specifico.

  • Giurisprudenza: Sentenza Maldera (Sez. U, n. 12228 del 24/10/2013)

    Principio consolidato richiamato dalla Cassazione: l'elemento strutturale della concussione e' l'abuso costrittivo che si manifesta mediante violenza o minaccia (anche implicita) generante timore di un male antigiuridico; utile per distinguere concussione da induzione e corruzione.

Massime di principio

  • Per integrare la concussione occorre individuare oggettivamente l'abuso costrittivo del pubblico agente: non basta l'uso della qualifica pubblica o un rapporto di favore, è necessaria una minaccia (anche implicita) idonea a intimidire la vittima e a condizionarne la volontà.
  • La distinzione tra concussione, induzione indebita e corruzione dipende dalla natura della pressione: coercizione/minaccia (concussione), persuasione/induzione (art. 319‑quater) o par condicio e accordo consapevole (corruzione). L'interpretazione va fondata su analisi approfondita del registro comunicativo e delle circostanze oggettive.
  • Quando la persona offesa è o è stata indagata in procedimento connesso, le sue dichiarazioni richiedono verifica: la loro utilizzabilità e il grado di attendibilità vanno valutati tenendo conto dell'art. 192 c.p.p. e di eventuali riscontri esterni.
  • Per configurare il tentativo di concussione servono atti di carattere costrittivo diretti e idonei a produrre nell'immediato l'effetto intimidatorio necessario; la mera messa a disposizione o comunicazione di controlli non è di per sé sufficiente.
  • La qualificazione degli atti pubblici come aventi 'fede privilegiata' è rigorosa: solo gli atti che per legge conferiscono tale efficacia possono comportare l'aggravante dell'atto fidefacente; la prova documentale deve essere valutata nei limiti previsti dall'art. 2700 c.c.
  • Le misure ablative e di confisca richiedono un solido nesso tra somme e reato: l'accertamento della sproporzione e della natura illecita dei movimenti patrimoniali deve essere adeguatamente motivato per giustificare l'ablazione.

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