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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4354/2022 del 08/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza del 19/05/2021 che confermava la convalida del sequestro preventivo (28/04/2021) di un'area di cantiere di circa 28.000 mq adibita a discarica abusiva. Ha sollevato due censure: 1) difetto di motivazione e violazione di legge perché i giudici non avrebbero verificato se vi fossero rifiuti interrati e rifiuti pericolosi; 2) eccesso della misura perché i rifiuti occupavano una porzione ridotta dell'area ma era stata sottoposta a sequestro l'intera proprietà (si richiamava la particella 2403 con la palazzina D, che non sarebbe stata segnalata come luogo contenente rifiuti).

La decisione

Il ricorso è stato rigettato come infondato. La Corte ha ritenuto che le censure si fondassero su valutazioni di fatto compiute dai giudici della cautela e quindi non sindacabili in sede di legittimità. Dagli atti risultava che gli operanti, allertati da una segnalazione, avevano constatato una vasta superficie adibita a discarica di rifiuti speciali pericolosi e non, con materiali accatastati all'aperto e in parte interrati, e che l'intervento era avvenuto mentre era in atto lo scavo e l'interramento. Il Tribunale del riesame aveva inoltre esaminato la richiesta di riduzione del sequestro e aveva indicato che il sequestro riguardava le particelle 1237 e 1238. Per questi motivi la Corte ha confermato il rigetto del ricorso e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per condannare la parte ricorrente al pagamento delle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • principio di limitazione del sindacato di legittimità sui fatti

    Interpretazione secondo cui la Corte di legittimità non riesamina le valutazioni di fatto compiute dai giudici della cautela; il sindacato della Cassazione è limitato alla verifica di violazioni di legge e di vizi motivazionali rilevabili in diritto

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è competente a rinnovare la valutazione delle prove e dei fatti accertati dai giudici della cautela: i profili di fatto vanno contestati e provati nella sede di merito o del riesame.
  • Il sequestro preventivo di un'area può estendersi all'intera proprietà se dagli accertamenti emergono indizi di diffusione della contaminazione o di depositi estesi di rifiuti, e se l'intervento degli operanti è avvenuto durante attività di interramento.
  • La richiesta di riduzione del sequestro deve essere valutata dal giudice del riesame con riferimento alle particelle catastali e alla effettiva area contaminata; una mera allegazione non supera la valutazione cautelare senza elementi probatori.
  • Per ottenere il dissequestro o la riduzione è necessario fornire elementi probatori specifici e immediatamente apprezzabili che dimostrino l'assenza di rifiuti pericolosi o l'irrilevanza della contaminazione nelle porzioni di immobile indicate.
  • Ricorsi privi di fondamento in materia cautelare possono comportare la condanna del ricorrente alle spese processuali ex art. 616 c.p.p.

Testo integrale

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