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Sentenza

Sentenza n. 3140/2026 - Napoli, Sezione 6

Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: Avverso e per la declaratoria di illegittimità del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sulla conclusione del procedimento amministrativo della domanda di conversione del permesso di soggiorno da lavoro stagionale a lavoro subordinato Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati da -OMISSIS- il 13\4\2026 : Ricorso per motivi aggunti Avverso e per la declaratoria di illegittimità del decreto di rigetto emesso dalla Prefettura di Caserta in data 12/03/2026;

Giustizia amministrativa202600459

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sulla domanda di conversione del permesso di soggiorno e, con motivi aggiunti, diniego prefettizio di conversione fondato sulla presentazione della domanda oltre sessanta giorni dalla scadenza del titolo

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, titolare di un permesso di soggiorno per lavoro stagionale valido fino al 20 marzo 2024, presentava il 22 febbraio 2025 domanda di conversione in permesso per lavoro subordinato non stagionale. Dopo il protrarsi dell'inerzia amministrativa, proponeva ricorso ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio e l'ordine di provvedere. Nelle more, la Prefettura di Caserta adottava il 12 marzo 2026 un diniego espresso, impugnato con motivi aggiunti. Il diniego era motivato esclusivamente dal fatto che la domanda era stata presentata quando il permesso di soggiorno era scaduto da oltre sessanta giorni. Il ricorrente deduceva la violazione e falsa applicazione dell'art. 24, comma 10, e dell'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286/1998, nonché eccesso di potere per difetto di istruttoria e di motivazione, sostenendo che la normativa richiede lo svolgimento di regolare attività lavorativa per almeno tre mesi e la disponibilità di un'offerta di lavoro subordinato, ma non esige che il titolo da convertire sia ancora valido al momento della domanda. Deduceva inoltre che il termine di validità del permesso dovesse considerarsi ordinatorio ai fini della conversione e che l'Amministrazione dovesse valutare la posizione dello straniero alla luce degli elementi sostanziali esistenti al momento della decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse il ricorso introduttivo contro il silenzio, poiché la Prefettura aveva adottato un provvedimento espresso nelle more del giudizio e l'interesse del ricorrente si era trasferito sull'impugnazione del diniego mediante motivi aggiunti. Ha accolto i motivi aggiunti e annullato il provvedimento prefettizio. Secondo il Collegio, l'art. 24, comma 10, del d.lgs. n. 286/1998 individua quali requisiti sostanziali per la conversione lo svolgimento di regolare attività lavorativa stagionale per almeno tre mesi e la disponibilità di un contratto di lavoro subordinato; non prevede invece la validità del permesso al momento della presentazione dell'istanza. Il superamento del termine di validità del titolo non impedisce di per sé la conversione, purché siano verificati i requisiti sostanziali, tra cui il contratto idoneo a garantire mezzi di sostentamento adeguati, l'effettiva volontà di integrazione e l'esito favorevole del procedimento relativo alla quota di conversione. La Prefettura, arrestatasi al dato formale della scadenza, ha violato la legge ed è incorsa in difetto di istruttoria e di motivazione; dovrà quindi riesaminare l'istanza, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti. È stata respinta l'istanza di patrocinio a spese dello Stato, perché mancava la dichiarazione sostitutiva di certificazione reddituale prescritta dall'art. 79, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 115/2002; le certificazioni uniche prodotte non potevano sostituirla. Le spese di giudizio sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    L'azione contro il silenzio è finalizzata a ottenere l'accertamento dell'obbligo dell'Amministrazione di concludere il procedimento con un provvedimento espresso; l'adozione del provvedimento nelle more rende improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 117, comma 5, c.p.a.

    Il provvedimento espresso adottato durante il giudizio contro il silenzio può essere impugnato con motivi aggiunti, trasferendo su di esso la pretesa sostanziale del ricorrente.

  • art. 24, comma 10, d.lgs. n. 286/1998

    Il lavoratore stagionale, che ha svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi, al quale è offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, può chiedere allo sportello unico per l’immigrazione la conversione del permesso di soggiorno in lavoro subordinato, nei limiti delle quote di cui all’articolo 3, comma 4.

    La norma subordina la conversione allo svolgimento di almeno tre mesi di lavoro stagionale regolare e alla disponibilità di un'offerta di lavoro subordinato, senza richiedere che il permesso da convertire sia ancora in corso di validità al momento della domanda.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998

    La disposizione impone di valutare la posizione dello straniero al momento dell'adozione del provvedimento, considerando anche gli elementi sopravvenuti idonei a dimostrare la sussistenza dei requisiti di legge.

  • art. 79, comma 1, lett. c), d.P.R. n. 115/2002

    una dichiarazione sostitutiva di certificazione da parte dell'interessato, ai sensi dell'articolo 46, comma 1, lettera o), del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per l'ammissione

    La dichiarazione sostitutiva reddituale è elemento necessario dell'istanza di patrocinio a spese dello Stato, a pena di inammissibilità, e non può essere sostituita dalla mera produzione di certificazioni uniche.

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando ne ricorrono i presupposti, sentite le parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio, l'adozione in corso di causa di un provvedimento espresso fa venir meno l'interesse alla sola azione avverso l'inerzia e determina l'improcedibilità del ricorso originario; il provvedimento sopravvenuto deve essere contestato mediante motivi aggiunti.
  • Ai fini della conversione del permesso di soggiorno per lavoro stagionale in permesso per lavoro subordinato ai sensi dell'art. 24, comma 10, d.lgs. n. 286/1998, sono necessari lo svolgimento di regolare attività lavorativa per almeno tre mesi e la disponibilità di un contratto di lavoro subordinato, mentre la norma non richiede la vigenza del titolo di soggiorno al momento della presentazione della domanda.
  • La scadenza del permesso di soggiorno non impedisce di per sé la conversione del titolo quando siano dimostrati i requisiti sostanziali per il rilascio del permesso per lavoro subordinato; l'Amministrazione non può respingere l'istanza sulla sola base del dato formale della tardività.
  • L'Amministrazione, nel decidere sulla conversione, deve svolgere un'istruttoria completa sui requisiti sostanziali previsti dalla legge e valutare la posizione dello straniero al momento dell'adozione del provvedimento, considerando gli elementi sopravvenuti rilevanti.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini del procedimento e silenzioInvalidità del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEffetto conformativo e riedizione del potere

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