Cassazione Penale, Sentenza n. 38027/2022 del 07/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava il rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato ad integrazione probatoria (audizione del testimone Francesco Rassu). La difesa sosteneva che la deposizione di Rassu fosse necessaria e decisiva per dimostrare l'estraneità di Sroch ai fatti (in particolare i comportamenti posti in essere dopo il malore del corriere nella pizzeria/ristorante gestita dall'imputato). Si lamentava che le corti di merito avessero valutato la non necessità dell'integrazione basandosi anche su indagini difensive e deposizioni (come quella di Roberto Siliquini) acquisite in epoca successiva alla richiesta, operando quindi una valutazione 'ex post' invece che con riferimento alla situazione esistente al momento della domanda.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto coerente e non illogica la valutazione dei giudici di merito secondo cui la testimonianza invocata non era necessaria, essendo le stesse circostanze già trattate in altra attività difensiva e nel dibattimento. Ha richiamato la giurisprudenza costituzionale e di legittimità sulle modalità di valutazione della 'necessità' dell'integrazione probatoria e sul potere-dovere del giudice di dibattimento e dell'appello di sindacare il diniego del rito abbreviato alla luce dell'istruttoria; nondimeno ha ritenuto applicabile al caso la motivazione dei giudici di merito. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.; art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309
Norme sostanziali contestate: concorso di persone nel delitto e disciplina della sostanza stupefacente (importazione illecita di cocaina). Le sentenze di merito hanno ritenuto provata l'organizzazione dell'importazione e la responsabilità del ricorrente.
art. 438 cod. proc. pen. (comma 5 e richiamo al rito abbreviato condizionato)
Riferimento al rito abbreviato condizionato all'integrazione probatoria: la Corte osserva che il giudice che rigetta la richiesta deve valutare la necessità dell'integrazione; il giudice di merito e quello d'appello possono rivalutare la questione alla luce dell'istruttoria svolta.
art. 391-ter cod. proc. pen.
Consente alle parti depositare relazioni di investigazioni difensive; tali atti possono influenzare la valutazione circa la necessità della integrazione probatoria se illustrano circostanze già acquisite o sopravvenute.
art. 458 comma 1 cod. proc. pen. (richiamato nel contesto procedurale)
Norma sul termine per proporre richiesta di rito abbreviato dopo decreto di giudizio immediato; parte dell'impianto è stata dichiarata incostituzionale nella parte che non consentiva di reiterare la richiesta fino all'apertura del dibattimento.
art. 442 comma 2 cod. proc. pen.
Prevede la riduzione di pena per il rito abbreviato: la Corte ricorda che, se il diniego all'accesso al rito è ingiustificato, l'imputato può dedurre in appello la perdita dello sconto di pena e il giudice di appello deve esaminare le ragioni del diniego ai fini della legalità della pena.
Sentenza Corte Costituzionale n.169/2003
Dichiarata l'illegittimità costituzionale della norma che impediva la possibilità di rinnovare la richiesta di rito abbreviato condizionato fino all'apertura del dibattimento; principio richiamato per delineare i limiti procedurali delle istanze.
Sezioni Unite Cassazione n.44711/2004 (Wajib)
Stabilisce che il giudice del dibattimento e quello d'appello, alla luce dell'istruttoria, devono poter rivalutare l'omessa concessione del rito abbreviato condizionato e, se ravvisata l'ingiustificatezza del diniego, applicare la riduzione di pena; la valutazione deve tener conto degli esiti dell'istruttoria svolta.
Sez. 5 Cass. n.27065 del 07/06/2021 (richiamata nel ricorso)
La Corte ha ritenuto non pertinente al caso specifico la pronuncia citata dal ricorrente e ha ribadito che la giurisprudenza citata non contraddice la possibilità per i giudici di merito di valutare la necessità dell'integrazione alla luce delle risultanze processuali.
Massime di principio
- Per ottenere il giudizio abbreviato condizionato è necessario dimostrare che l'integrazione probatoria richiesta è oggettivamente 'necessaria' e 'decisiva' già al momento della domanda; semplici elementi di marginale importanza non giustificano il rito.
- La tempestività e la completezza della documentazione difensiva (relazioni ex art. 391-ter e allegati) sono cruciali: depositi effettuati dopo la richiesta indeboliscono la tesi della necessità dell'integrazione al momento della domanda.
- Se la richiesta di rito abbreviato condizionato è rigettata, il giudice di dibattimento e, successivamente, il giudice dell'appello possono rivalutare la fondatezza del diniego alla luce dell'istruttoria; in appello è possibile dedurre la illegittimità del mancato sconto di pena se il diniego è ingiustificato.
- In sede difensiva, se si ritiene che il diniego sia stato valutato 'ex post', occorre documentare con chiarezza quale fosse il patrimonio probatorio esistente al momento della richiesta e dimostrare il pregiudizio subito (perdita dello sconto di pena), indicando le prove omesse e la loro presunta decisività.
- Quando si intende invocare testimonianze decisive, è consigliabile acquisirle e depositarne i verbali o le sommarie informazioni prima o al momento della richiesta di rito alternativo, per evitare obiezioni di superfluità basate su acquisizioni successive.
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