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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14656/2024 del 09/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cessazione proposto dall'indagato con tre motivi: 1) violazione dell'art. 382 c.p.p. per insussistenza dello stato di quasi-flagranza, con riferimento al tempo intercorso tra il delitto e l'intervento della polizia giudiziaria e alla mancanza di tracce del reato nella disponibilità dell'indagato; 2) violazione degli artt. 380 e 382 c.p.p. nella convalida dell'arresto, contestandone i presupposti; 3) incompatibilità della misura cautelare intramuraria con le condizioni di salute dell'indagato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso per la morte sopravvenuta del ricorrente (certificato di morte acquisito). La Corte ha osservato che, in caso di sopravvenuta estinzione del reato o della situazione processuale, non è competenza della Cassazione accertare tale causa estintiva ai sensi dell'art. 150 c.p., potendo la declaratoria essere pronunciata, se del caso, dal giudice del procedimento principale ai sensi dell'art. 69 c.p.p. Conseguentemente la Corte si è astenuta dal pronunciarsi sui motivi di impugnazione e ha dichiarato il ricorso improcedibile per morte del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 99 cod. pen.; art. 628 cod. pen.

    Richiamate in relazione al reato per cui era stato arrestato l'indagato; il provvedimento ricostruisce l'imputazione ma la Corte non entra nel merito dell'accertamento del delitto a causa della sopravvenuta morte.

  • art. 382 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dalla difesa per censurare la convalida dell'arresto in assenza di quasi-flagranza. La Corte osserva però che, per effetto della morte del ricorrente, non può pronunciarsi sulla fondatezza di tale censura nel giudizio incidentale.

  • art. 380 cod. proc. pen.

    Norma che regola la convalida dell'arresto; invocata dalla difesa come violata. Anche qui la Corte non si pronuncia sul merito per improcedibilità del ricorso.

  • art. 150 cod. pen.

    Richiamato dalla Corte per affermare che la Cassazione non può accertare l'esistenza di una causa estintiva del reato sopravvenuta dopo la proposizione del ricorso; tale declaratoria spetta al giudice del procedimento principale, ai sensi dell'art. 69 c.p.p.

  • art. 69 cod. proc. pen.

    Individua il giudice del procedimento principale come competente, se del caso, a dichiarare l'estinzione del reato o altre conseguenze processuali derivanti da eventi sopravvenuti; la Corte rimanda a tale giudice la possibile declaratoria.

Massime di principio

  • La sopravvenuta morte dell'indagato rende improcedibile un ricorso incidentale avverso ordinanza cautelare: la Corte di cassazione non può decidere sui motivi se chi ha proposto il ricorso è venuto a mancare.
  • Quando la causa estintiva del reato si verifica dopo la proposizione del ricorso, la declaratoria di estinzione non spetta di regola alla Cassazione nell'ambito dell'incidente cautelare, ma al giudice del procedimento principale (art. 150 c.p. e art. 69 c.p.p.).
  • Se il difensore solleva questioni di legittimità della convalida dell'arresto (quasi-flagranza, tempi, tracce), tali questioni restano in sospeso se sopravvengono fatti che determinano l'improcedibilità; andranno riproposte nel procedimento principale, se instaurato.
  • Le questioni attinenti all'idoneità della misura cautelare rispetto alle condizioni di salute dell'indagato devono essere tempestivamente documentate e possono essere valutate dal giudice delle misure nel procedimento principale o in sede di riesame, ma possono diventare inottemperabili se sopraggiungono eventi estintivi o la morte.
  • Nel formulare ricorso contro la convalida di un arresto è essenziale articolare con precisione fatti e prove relativi al tempo e alle tracce del reato per sostenere l'insussistenza dello stato di quasi-flagranza.
  • In presenza di sopravvenienze (morte, estinzione del reato) è opportuno che il difensore informi tempestivamente il giudice e valuti le vie procedurali appropriate (es. istanza al giudice del procedimento principale per la declaratoria dell'estinzione).

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