Sentenza del 08/05/2017 n. 1954 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Registro - Conferimento ramo d'azienda non riqualificabile in cessione ramo d'azienda - Inapplicabilità art. 20 TUR per fattispecie ritenute elusive.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
L'Amministrazione finanziaria aveva riqualificato un'operazione formalmente strutturata come conferimento di ramo d'azienda come cessione di ramo d'azienda, presumendo una finalità elusiva e applicando l'art. 20 del d.P.R. 131/1986. Il ricorrente ha contestato tale ricostruzione, sostenendo che l'art. 20 non consente di superare lo schema negoziale effettivamente scelto dalle parti mediante una valutazione complessiva degli atti o una loro artificiosa ricomposizione. Un'eventuale contestazione di abuso del diritto avrebbe dovuto essere fondata sulla specifica procedura e sui presupposti dell'art. 10-bis della legge n. 212/2000.
La decisione
La riqualificazione del conferimento in cessione di ramo d'azienda è stata ritenuta illegittima. L'art. 20 del d.P.R. 131/1986 non può essere utilizzato per modificare la qualificazione giuridica dell'operazione sulla base di elementi estrinseci o di una ricostruzione antielusiva che travalichi il contenuto degli atti registrati. Per sostenere l'esistenza di un abuso del diritto, l'Amministrazione deve invece contestare e provare, ai sensi dell'art. 10-bis della legge n. 212/2000, l'assenza di sostanza economica, il conseguimento di un vantaggio fiscale indebito e il carattere essenziale del beneficio fiscale, oltre agli altri presupposti previsti dalla norma. In mancanza di tale dimostrazione, prevale la qualificazione dell'operazione come conferimento di ramo d'azienda.
Norme richiamate
Art. 20 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131 (Testo unico dell'imposta di registro)
La norma riguarda l'interpretazione degli atti presentati alla registrazione secondo la loro intrinseca natura e gli effetti giuridici.
L'art. 20 consente di individuare la corretta qualificazione giuridica dell'atto registrato, ma non autorizza l'Amministrazione a ricomporre più atti o a sostituire lo schema negoziale scelto dalle parti con uno diverso sulla base di finalità economiche o fiscali. Non può quindi essere impiegato come autonoma clausola generale antielusiva.
Art. 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto dei diritti del contribuente)
La disposizione disciplina l'abuso del diritto e l'elusione fiscale.
Quando l'Amministrazione ritiene che un'operazione sia stata realizzata principalmente per ottenere un vantaggio fiscale indebito, deve contestare l'abuso del diritto nel rispetto dei presupposti e delle garanzie procedimentali dell'art. 10-bis, provando in particolare l'assenza di sostanza economica, il vantaggio fiscale indebito e la natura essenziale del beneficio.
Massime di principio
- La qualificazione fiscale di un atto registrato non può essere modificata dall'Amministrazione mediante una ricostruzione economica o antielusiva che prescinda dallo schema giuridico effettivamente adottato dalle parti.
- Il conferimento di un ramo d'azienda non può essere automaticamente trattato come cessione dello stesso ramo solo perché le operazioni producono effetti economici comparabili o sono collegate tra loro.
- Se l'Amministrazione sostiene che l'operazione sia stata costruita per ottenere un vantaggio fiscale indebito, deve utilizzare la disciplina dell'abuso del diritto prevista dall'art. 10-bis della legge n. 212/2000 e dimostrarne concretamente tutti i presupposti.
- La presenza di un risparmio fiscale non è di per sé sufficiente a provare l'elusione: devono emergere anche l'assenza di valide ragioni economiche o di sostanza economica e l'indebita prevalenza del beneficio fiscale.
- Nelle operazioni di riorganizzazione aziendale è opportuno documentare le ragioni economiche, la funzione del ramo conferito, la coerenza dei valori e la reale esecuzione dell'operazione, così da poter dimostrare che il negozio non è meramente artificioso.
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