Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43379/2023 del 26/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso della parte civile impugnava la sentenza della Corte d'appello che, riformando il primo grado, aveva assolto i tre imputati dal reato di lesioni volontarie lievissime aggravate. Il ricorrente articolava quattro motivi: (1) inutilizzabilità e tardiva acquisizione di documenti e atti provenienti da altri procedimenti prodotti in appello; (2) vizi di motivazione nella valutazione della testimonianza del Narducci e nell'interpretazione delle riprese video e della perizia; (3) erronea applicazione della legge penale e carenza di motivazione rafforzata nella ritenuta esistenza di cause di giustificazione (legittima difesa, altre scriminanti) in favore di Pieri; (4) errata esclusione del concorso morale nel reato per Tizi e Foschi e della contigua aggravante delle piu persone riunite.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Ha dichiarato manifestamente infondati o inammissibili i motivi 1, 2 e 4 e ha rigettato le censure relative a documentazione, alla valutazione della credibilità del ricorrente e all'assorbimento delle posizioni di Tizi e Foschi, confermando per questi ultimi l'assoluzione dell'appello. Ha invece accolto il terzo motivo con riferimento a Pieri: la Corte d'appello, pur potendo riformare la sentenza di primo grado sullo stesso materiale probatorio, non ha fornito una motivazione puntuale e adeguata che confutasse le valutazioni del giudice di primo grado in ordine alla riconoscibilità delle scriminanti. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla posizione di Pieri Marco e disposto il rinvio al giudice competente per nuovo esame; per Tizi Giancarlo e Foschi Christian il ricorso è stato rigettato e le loro assoluzioni sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 52 c.p.

    La Corte ha valutato la richiamata esimente (difesa legittima) in relazione ai requisiti di attualità e non altrimenti evitabilità del pericolo, rilevando che la motivazione di merito non ha adeguatamente provato tali presupposti

  • art. 51 c.p.

    Richiamata come normativa di riferimento per le scriminanti; la sentenza d'appello ha evocato plurime cause di giustificazione senza argomentare puntualmente la loro sussistenza

  • art. 53 c.p.

    Citata in relazione alla giustificazione della condotta; la Corte di legittimità ha osservato che il giudice d'appello non ha fornito il necessario confronto argomentativo con la motivazione di primo grado

  • art. 59, comma 4, c.p.

    La Corte territoriale ha evocato questo comma (circostanze attenuanti generiche/valutazione della colpa) ma la Cassazione ha ritenuto che la sua applicazione non sia stata adeguatamente motivata e risulti contraddittoria rispetto ad altre affermazioni della sentenza

  • art. 585 c.p.

    Richiamato dal ricorrente in relazione all'aggravante delle piu persone riunite; la Corte d'appello ha escluso l'aggravante ritenendo irrilevante la partecipazione successiva alla neutralizzazione del danneggiato, decisione che la Cassazione ha condiviso

  • Giurisprudenza: Sez. 4, n. 2474 del 15/10/2021 (Masturzo)

    Principio richiamato che impone al giudice d'appello, quando riforma in senso assolutorio una condanna di primo grado sul medesimo compendio probatorio, di dare motivazione puntuale e approfondita che confuti le valutazioni del primo giudice; la sua mancanza ha determinato l'annullamento parziale

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello assolve riformando una condanna basandosi sullo stesso materiale probatorio, è obbligata a motivare in modo dettagliato e comparativo rispetto alla decisione di primo grado: la mera esposizione di una valutazione differente non è sufficiente.
  • Documenti provenienti da altri procedimenti possono essere utilizzati se correttamente acquisiti e ammissibili; tuttavia la parte che li produce deve rispettare le regole di ammissione e il giudice deve esplicitare la valutazione della loro utilizzabilità.
  • La presenza passiva di più soggetti mentre un altro posta in essere un atto offensivo non prova automaticamente il concorso morale: bisogna dimostrare adesione intenzionale o contributo decisivo all'azione delittuosa o elementi antecedenti che provino comunanza di intenti.
  • La configurabilità della legittima difesa richiede prova o convincimento sulla sussistenza di un pericolo attuale, inevitabile e sulla proporzionalità della reazione; l'onere motivazionale cresce quando l'appello capovolge la valutazione del primo grado.
  • Le perizie tecniche e le valutazioni su immagini vanno valorizzate nei limiti dell'oggetto della consulenza: osservazioni che escano dal mandato del perito non possono costituire base probatoria autonoma senza adeguata verifica.
  • Le decisioni che evocano più scriminanti alternative devono spiegare la ricorrenza di ciascuna e non limitarsi a enunciare formule: l'alternatività richiede che per ciascuna scriminante siano chiariti i presupposti fattuali e giuridici.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.