Sentenza del 22/04/2000 n. 5293 - Corte di Cassazione
ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITA') - IN GENERE - POSSESSO - EFFETTI - USUCAPIONE - Perdurante godimento del fondo da parte dell'espropriato dopo l'emissione del decreto di P U. - Natura di possesso "ad usucapionem" - Configurabilita' - Fondamento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La questione riguarda se l'espropriato che continua a godere del fondo dopo il decreto di espropriazione possa possederlo con animus possidendi e quindi maturare l'usucapione. La massima esclude che il trasferimento coattivo determini automaticamente un constitutum possessorium o trasformi il possesso in mera detenzione: l'espropriazione avviene contro la volontà del possessore e senza accordo sul possesso. Il caso descritto concerne una dichiarazione di pubblica utilità non seguita né dall'immissione in possesso dell'espropriante né dall'attuazione dell'intervento urbanistico previsto.
La decisione
La massima afferma che l'espropriato può invocare l'usucapione se ricorrono tutte le condizioni di legge, poiché il decreto ablativo, da solo, non muta l'animus possidendi in animus detinendi. Gli artt. 52 e 63 della legge n. 2359/1865 non impediscono tale conclusione; è irrilevante, a questo fine, che l'espropriato sappia che il diritto di proprietà è passato ad altri. Non sono disponibili il dispositivo, l'esito processuale concreto, le statuizioni sulle spese o l'identità delle parti.
Norme richiamate
Artt. 52 e 63 della legge 25 giugno 1865, n. 2359
il proprietario espropriato, il quale, pertanto, puo' del tutto legittimamente invocare, nel concorso delle condizioni di legge, il compimento in suo favo- re dell'usucapione (a cio' non ostando, tra l'altro, il disposto degli artt. 52 e 63 della legge 2359/1865)
Secondo la massima, queste disposizioni non escludono che l'espropriato possa acquistare per usucapione il bene che continui a possedere, purché sussistano le condizioni previste dalla legge.
Massime di principio
- Il decreto di espropriazione, da solo, non trasforma automaticamente il possesso dell'espropriato in detenzione: il trasferimento coattivo non equivale a un accordo con cui il precedente proprietario riconosca di tenere il fondo per conto dell'espropriante.
- La permanenza dell'espropriato sul fondo può quindi essere compatibile con un possesso utile all'usucapione, ma l'usucapione non è automatica: devono essere provati tutti i requisiti e il decorso del termine previsti dalla legge.
- La mancata immissione in possesso dell'espropriante e la mancata realizzazione dell'intervento previsto sono circostanze rilevanti nel caso descritto; la consapevolezza dell'espropriato dell'altrui diritto dominicale, da sola, non esclude l'animus possidendi.
- Il testo è una massima e non riporta la decisione integrale: non consente di identificare le parti, ricostruire i motivi di ricorso o verificare il dispositivo e le spese; l'indicazione del vincitore è pertanto soltanto inferita dal principio enunciato.
Testo integrale
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