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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35191/2025 del 28/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Brescia che aveva dichiarato inammissibile per tardività la richiesta di rescissione del giudicato promossa in favore del Radici in relazione alla sentenza di condanna del Tribunale di Brescia del 19/12/2016 divenuta irrevocabile il 15/03/2017. Il ricorrente contestava l'applicazione del termine decadenziale trentagiorni, sostenendo che la conoscenza effettiva della sentenza era avvenuta solo con la comunicazione tramite PEC del 18/12/2024 e non con la consultazione del certificato del casellario giudiziale del 10/04/2024, sul quale secondo il ricorrente non sarebbero stati riportati gli estremi della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, ai fini dell'individuazione della versione normativa applicabile, rileva il momento in cui il condannato "in assenza" ha effettivamente avuto conoscenza della sentenza e della possibilità di esercitare il rimedio straordinario; nel caso concreto la consultazione del certificato del casellario giudiziale il 10/04/2024 ha fornito al Radici gli estremi necessari della sentenza (autorità giudiziaria, data della pronuncia, data dell'irrevocabilità, reato e pena), per cui il termine decadenziale di trenta giorni previsto dall'art. 629-bis c.p.p. nella formulazione introdotta dal d.lgs. 150/2022 è iniziato a decorrere da quella data. Poiché la richiesta è stata presentata successivamente al termine, la Corte ha confermato la tardività e ha rigettato l'istanza, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Il termine decadenziale di trenta giorni per la proposizione della richiesta di rescissione decorre dal momento della avvenuta conoscenza della sentenza; per i soggetti assenti la norma applicabile è quella vigente al momento in cui il condannato ha effettivamente avuto conoscenza della sentenza e non al momento della pronuncia divenuta irrevocabile.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150 (art. 37, comma 1)

    Ha novellato l'art. 629-bis sostituendo la locuzione "procedimento" con "sentenza", spostando il dies a quo dalla conoscenza del procedimento alla conoscenza della sentenza, e dunque richiedendo per il decorso del termine la conoscenza degli estremi del provvedimento che ha definito il giudizio.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento di legittimità.

  • Giurisprudenza (Cass. Sez. 2, sent. n. 14510/2025 e Sez. 4, ord. n. 2580/2023)

    La giurisprudenza ha chiarito che, ai fini della decorrenza del termine, è sufficiente la conoscenza effettiva degli estremi del provvedimento che ha definito il giudizio (autorità, data, condanna) e non la conoscenza dell'intero apparato motivazionale della sentenza; inoltre per i condannati "in assenza" la versione della norma applicabile è quella vigente al momento della loro conoscenza della sentenza.

Massime di principio

  • Ai fini della rescissione del giudicato, conta il momento in cui il condannato ha effettivamente conosciuto la sentenza (estremi del provvedimento: autorità, data, condanna), non il momento della pronuncia irrevocabile in astratto.
  • Se la consultazione del certificato del casellario giudiziale o altra comunicazione ufficiale fornisce gli estremi della sentenza, detta consultazione fa decorrere il termine decadenziale di trenta giorni previsto dall'art. 629-bis c.p.p. nella formulazione post-novella 2022.
  • Non è necessaria la conoscenza dell'intero contenuto motivazionale della sentenza per far decorrere il termine; bastano gli elementi utili per identificare il provvedimento e la corte competente a ricevere l'istanza.
  • Per i condannati assenti occorre verificare quale versione dell'art. 629-bis era vigente al momento della loro effettiva conoscenza della sentenza, poiché da ciò dipende se il dies a quo decorre dalla conoscenza del procedimento o dalla conoscenza della sentenza.
  • Documentare con prove datate (PEC, estratti del casellario, ricevute) il momento e il contenuto della conoscenza è cruciale per stabilire correttamente la decorrenza del termine e difendere la tempestività dell'istanza.
  • Il termine di trenta giorni è decadenziale: il suo superamento comporta l'inammissibilità della richiesta di rescissione, con conseguente rischio di condanna alle spese processuali.

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