Cassazione Penale, Sentenza n. 18478/2022 del 10/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Cipriano era stato condannato per il reato di calunnia per aver, pur sapendolo innocente, accusato Cornacchia di avere contraffatto due cambiali inserendovi dati e importi e portandole all'incasso. Il convincimento giudiziario si fondava sulle dichiarazioni della persona offesa e del padre e sulla consulenza grafica che riconosceva le sottoscrizioni dell'imputato. In Cassazione Cipriano deduceva: 1) vizio di motivazione relativamente all'elemento soggettivo, rilevando di aver incaricato una consulente per confrontare le firme prima di sporgere denuncia; 2) errore sul momento consumativo del reato (denuncia effettiva 29/03/2014, non 01/04/2016) con conseguente questione prescrizionale; 3) mancata concessione delle attenuanti generiche e mancata riduzione della pena dopo la revoca della costituzione di parte civile.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo è stato ritenuto generico: la Corte d'appello aveva valutato l'incarico del consulente ma lo aveva considerato ininfluente perché la consapevolezza dell'innocenza di Cornacchia emergeva dalle sottoscrizioni stesse. Il secondo motivo è stato respinto come manifestamente infondato: anche assumendo la data del 29/03/2014, la prescrizione, tenuto conto della sospensione per COVID, sarebbe maturata solo a dicembre 2021, successivamente alla sentenza d'appello del 30/04/2021. Il terzo motivo è stato dichiarato non devoluto in appello e/o generico. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
reato di calunnia (codice penale)
La sentenza applica i principi relativi alla calunnia richiedendo la prova della consapevolezza dell'innocenza della persona offesa; il giudice ritiene che la prova dell'elemento soggettivo possa desumersi dal complesso probatorio, incluse le sottoscrizioni riconosciute come dell'imputato
sospensione termini processuali disposta per l'emergenza COVID
Il giudice ha tenuto conto della sospensione del decorso della prescrizione legata alle misure per il COVID nel calcolo del tempus prescrizionale, ritenendo che la prescrizione sarebbe maturata solo dopo la pronuncia d'appello
Massime di principio
- La calunnia richiede la prova della consapevolezza dell'innocenza della persona accusata: l'esistenza di documenti o firme riconducibili all'imputato può integrare, insieme ad altre prove, tale consapevolezza.
- La data di consumazione della calunnia è usualmente la data della denuncia; il calcolo della prescrizione parte da tale momento e deve considerare sospensioni legislative (es. misure COVID).
- L'incarico di una consulenza tecnica prima della denuncia non esclude automaticamente l'elemento soggettivo di calunnia: il giudice valuta l'insieme probatorio e la coerenza delle dichiarazioni.
- In Cassazione i motivi generici o non confrontati con la motivazione della sentenza impugnata sono normalmente dichiarati inammissibili; questioni non devolute in appello non possono essere introdotte in Cassazione.
- A fronte di ricorsi inammissibili il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e a somme in favore della Cassa delle ammende; pertanto è importante valutare la fondatezza dei motivi prima di proporre ricorso.
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