Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 559/2026 - Salerno, Sezione 2

per l’annullamento dell’ordinanza di demolizione prot. 45 del 5 dicembre 2025.

Giustizia amministrativa202600364

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione di una tettoia aperta destinata a deposito temporaneo e alle operazioni di movimentazione, carico e scarico di materiali presso un opificio industriale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha dedotto l'illegittimità dell'ordinanza di demolizione sostenendo che la tettoia aperta costituisse un manufatto pertinenziale al capannone industriale esistente, realizzato per esigenze operative dell'attività produttiva. La struttura sarebbe stata destinata a una copertura protettiva temporanea per la movimentazione delle merci, il carico e scarico e il deposito transitorio dei materiali, senza determinare incremento di superficie utile o di volume edilizio, né modifica della destinazione d'uso dell'area. Il Comune non si è costituito in giudizio.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso con sentenza in forma semplificata, ritenendo manifestamente fondati i motivi. Richiamando l'orientamento giurisprudenziale indicato nella sentenza, ha affermato che una tettoia aperta su tutti i lati, priva di incremento volumetrico e non incidente sui prospetti, può rientrare nell'ambito della ristrutturazione edilizia soggetta a SCIA; in caso di violazione dell'art. 22 del d.P.R. n. 380/2001, trova applicazione la sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37, non la più grave sanzione demolitoria prevista dall'art. 33 per interventi di maggiore impatto urbanistico o realizzati in totale difformità. Inoltre, una struttura in ferro aperta sui lati, funzionale all'opificio, di dimensioni adeguate alle esigenze produttive e senza incremento del carico urbanistico, è riconducibile alla pertinenza urbanistica, ordinariamente sottratta al regime del titolo edilizio concessorio. Considerate le caratteristiche costruttive e funzionali della tettoia, il Collegio ha annullato l'ordinanza di demolizione. Le spese sono state integralmente compensate per la peculiarità della vicenda e la mancata costituzione dell'amministrazione.

Norme richiamate

  • art. 22 d.P.R. 380/2001

    "segnalazione certificata di inizio attività"

    La realizzazione della tettoia aperta, ove riconducibile alla ristrutturazione edilizia senza incremento di volumetria né incidenza sui prospetti, rientra nel regime della SCIA; la violazione della relativa disciplina non giustifica automaticamente la demolizione.

  • art. 33 d.P.R. 380/2001

    La sanzione demolitoria è riservata agli interventi di più rilevante impatto urbanistico non assentiti o realizzati in totale difformità e non è applicabile alla tettoia aperta descritta nella sentenza.

  • art. 37 d.P.R. 380/2001

    "sanzione pecuniaria prevista dall’art. 37, pari al doppio dell’aumento del valore venale dell’immobile"

    In caso di violazione dell'art. 22 per un intervento soggetto a SCIA, la conseguenza sanzionatoria indicata dal giudice è pecuniaria, parametrata al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile, anziché demolitoria.

  • art. 60 c.p.a.

    "sentenza in forma semplificata"

    La causa è stata definita in forma semplificata nella fase cautelare, previo avviso alle parti, in ragione della manifesta fondatezza del ricorso.

Massime di principio

  • Una tettoia aperta su tutti i lati, priva di incremento di volumetria e non incidente sui prospetti, può essere qualificata come intervento di ristrutturazione edilizia soggetto a SCIA; l'eventuale violazione della disciplina della SCIA comporta, secondo il caso esaminato, l'applicazione della sanzione pecuniaria prevista dall'art. 37 del d.P.R. 380/2001 e non della demolizione prevista dall'art. 33.
  • Una struttura in ferro aperta sui lati, funzionalmente strumentale a un opificio, di dimensioni adeguate alle esigenze produttive e priva di incremento del carico urbanistico, può integrare una pertinenza urbanistica ordinariamente sottratta al regime del titolo edilizio concessorio.
  • La sanzione demolitoria prevista dall'art. 33 del d.P.R. 380/2001 non è proporzionata a una tettoia aperta di modesto impatto urbanistico, qualora l'intervento non comporti incremento volumetrico, aumento della superficie utile o modifica della destinazione d'uso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiTitoli abilitativi edilizi
RamiEdilizia
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.