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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21180/2026 del 09/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Catanzaro del 14/10/2025 che aveva confermato l'ordinanza del GIP del 16/09/2025 con la quale erano stati applicati a Marcello Ricco gli arresti domiciliari. Il ricorrente propone quattro motivi: (1) insufficiente e disancorata motivazione sul punto della partecipazione all'associazione per delinquere (art. 416 c.p.), in ragione del lungo intervallo temporale tra condotte del 2017 e quelle del 2022-23 e della mancata prova di contatti continuativi; (2) travisamento e interpretazione errata di intercettazioni utilizzate per ricollegare Ricco al furto del febbraio 2017 (capo 1-ter); (3) mancanza di elementi circa la consapevolezza della provenienza illecita della Volkswagen Golf (capi 26 e 27) nonostante i lavori meccanici eseguiti dal Ricco; (4) assenza dell'attualità delle esigenze cautelari e insufficiente motivazione del pericolo di reiterazione, dato il lungo periodo di quiescenza tra i fatti.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso, ritenendolo generico e, comunque, infondato. Ha confermato la correttezza e la persuasività della motivazione del Tribunale del riesame che aveva ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza per partecipazione all'associazione per delinquere e per i reati fine (furto e ricettazione) e aveva adeguatamente motivato l'attualità delle esigenze cautelari (art. 274 c.p.p., lett. c). La Corte ha richiamato i limiti del sindacato in cassazione (impossibilità di rivedere fattuazione e valutazione delle intercettazioni se non per manifesta illogicità), ha ritenuto non manifestamente illogica l'interpretazione delle intercettazioni e la ricostruzione indiziaria (sequestro di mezzi, ritrovamento del ciclomotore, modalità di trasferimento e riparazione della Volkswagen), nonché la qualificazione della partecipazione di Ricco come contributo logistico e continuativo al sodalizio. Rigetto del ricorso con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 274 cod. proc. pen., lett. c)

    Usata come fondamento delle esigenze cautelari valutate (pericolo di reiterazione di reati della stessa specie); il tribunale ha ritenuto attuale il pericolo per la personalità e la condotta del ricorrente

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Richiamato nel contesto delle esigenze cautelari e della adeguatezza della misura applicata; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia adeguatamente valutato alternative e proporzionalità

  • art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)

    Interpretato in combinato con le risultanze indiziarie: la Corte territoriale ha ritenuto che la commissione ripetuta e omogenea dei reati-fine e il contributo logistico del Ricco dimostrino l'esistenza di un sodalizio stabile e di un programma criminoso condiviso

  • art. 416-bis cod. pen. (associazione di tipo mafioso)

    L'ordinanza genetica aveva escluso il connotato mafioso; la decisione mantiene tale esclusione ma valuta comunque la sussistenza di un'associazione per delinquere comune

  • art. 416-bis, comma 1 cod. pen. (aggravante)

    Citata per segnalare l'esclusione dell'aggravante mafiosa nel caso concreto

  • art. 624 cod. pen. (furto)

    Delitto-fine (capo 1-ter) valutato come elemento indiziario utile a ricostruire il programma criminoso del gruppo

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    Delitti-fine (capi 26 e 27) la cui commissione e le modalità di occultamento/trasferimento dei mezzi sono state ritenute indizi della partecipazione al sodalizio e della consapevolezza della provenienza illecita

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Riferimento normativo rispetto all'uso e alla valutazione delle intercettazioni; la Corte sottolinea che l'interpretazione delle captazioni è questione di fatto rimessa al giudice di merito e sindacabile in cassazione solo per manifesta illogicità

  • art. 110 e art. 81, comma 2, cod. pen.

    Richiamati in relazione al concorso di persone e alla responsabilità per più reati: la Corte distingue tra concorso nel reato continuato e partecipazione all'associazione per delinquere, ritenendo che le modalità e la continuità delle condotte supportino quest'ultima qualificazione

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Norme sulle fattispecie di cassazione: la Corte ricorda i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione contro misure cautelari (violazione di norme di legge o manifesta illogicità della motivazione) e applica tali limiti nel rigetto del ricorso

Massime di principio

  • In sede di cassazione contro provvedimenti cautelari non è consentita una rivalutazione dei fatti né delle intercettazioni se non quando la motivazione sia manifestamente illogica; critiche di merito generiche sono inammissibili
  • La qualificazione di 'associazione per delinquere' può essere desunta anche dalla ripetizione e dall'omogeneità dei reati-fine, nonché da contributi logistici duraturi (custodia, riparazione, fornitura di mezzi) che dimostrino un programma criminoso condiviso
  • Un intervallo temporale tra condotte non esclude automaticamente la sussistenza di un vincolo associativo se emergono elementi che mostrano una disponibilità e un contributo continuativo al sodalizio nel tempo
  • Le intercettazioni e il sequestro di mezzi/oggetti collegati ai reati, se interpretati coerentemente e con riscontri concreti (ritrovamento di veicoli, modalità di trasferimento, rapporti tra indagati), possono legittimare gravi indizi di partecipazione all'associazione
  • Per giustificare misure cautelari pericolose per la libertà personale è necessario motivare l'attualità del pericolo di reiterazione; ricorrono elementi come la specificità e gravità dei reati, il ruolo operativo o logistico del soggetto e precedenti penali
  • Differenziare concorso di persone nel reato continuato e partecipazione all'associazione richiede valutare la stabilità del vincolo, l'indeterminatezza del programma criminoso e la persistenza della capacità progettuale oltre le singole condotte

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