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Ordinanza

Ordinanza n. 90/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - dell'atto PG 330411/2025 del 10.5.2025, con cui il Comune di Bologna ha espresso il diniego della richiesta di permesso di costruire in sanatoria (PG 159798.2025), formulata dalla ricorrente con riguardo a tre manufatti realizzati sul proprio terreno agricolo, per lo svolgimento di attività florovivaistica; - di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, anche non conosciuti e non trasmessi, ed in particolare, dei motivi ostativi all'accoglimento delle osservazioni con atto in data 23.4.2025. Per quanto riguarda i motivi aggiunti: per l'annullamento, previa sospensione cautelare: - dell'ordinanza di rimessione in pristino ex art. 13 L.R. n. 23/2004” PG 22586 del 15.1.2026, relativa all’immobile situato in “Via Matteo Maria Boiardo n. 23/A relativo al procedimento sanzionatorio di cui al verbale di accertamento PG 796311/2024”, con riguardo a tre manufatti realizzati sul proprio terreno agricolo, per lo svolgimento di attività florovivaistica.

Giustizia amministrativa202500977

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto la domanda cautelare, ritenendo insussistenti i presupposti per la sospensione e prima facie infondate le censure proposte. La valutazione è stata effettuata considerando le concrete caratteristiche dei manufatti e lo specifico uso che ne fa l'impresa. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria relativo a tre manufatti realizzati su terreno agricolo e successiva ordinanza di rimessione in pristino

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'impresa ha impugnato il diniego comunale della richiesta di permesso di costruire in sanatoria riguardante tre manufatti realizzati sul proprio terreno agricolo per lo svolgimento di attività florovivaistica, deducendo vizi anche in relazione ai motivi ostativi comunicati dall'amministrazione. Con motivi aggiunti ha impugnato l'ordinanza comunale di rimessione in pristino adottata ai sensi dell'art. 13 della legge regionale Emilia-Romagna n. 23/2004, riferita ai medesimi manufatti. È stata chiesta la sospensione cautelare degli atti impugnati.

Norme richiamate

  • art. 13 l.r. Emilia-Romagna n. 23/2004

    La disposizione costituisce la base normativa dell'ordinanza comunale di rimessione in pristino impugnata con motivi aggiunti.

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare proposta nel giudizio amministrativo; il TAR ha ritenuto insussistenti i relativi presupposti, considerando prima facie infondate le censure.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione di un diniego di sanatoria edilizia e della conseguente ordinanza di rimessione in pristino può essere negata quando le censure risultino prima facie infondate alla luce delle concrete caratteristiche dei manufatti e dello specifico uso cui sono destinati.
  • La valutazione cautelare della legittimità di manufatti realizzati su terreno agricolo deve considerare congiuntamente le loro caratteristiche concrete e l'uso effettivo dichiarato o accertato, ai fini della verifica sommaria della fondatezza delle censure contro il diniego di sanatoria e la rimessione in pristino.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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