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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00668/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello aveva parzialmente riformato la sentenza di condanna emessa nei confronti di due imputati per furto in abitazione aggravato in concorso, riducendo la pena. Entrambi gli imputati hanno proposto ricorso per cassazione, ciascuno tramite il proprio difensore, con un unico motivo: contestavano il rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva con pene sostitutive. La censura mirava a sostenere che la decisione di merito fosse errata nella valutazione dell'adeguatezza delle pene sostitutive rispetto alla finalità rieducativa e al rischio di recidiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato e non scrutinabile in sede di legittimità, perché la Corte di appello aveva motivato in modo congruo il diniego delle pene sostitutive richiamando le modalità dei fatti e la reiterazione delle condotte in un breve arco temporale, elementi ritenuti sintomatici dell'inidoneità delle pene sostitutive a perseguire la finalità rieducativa e a contenere il rischio di nuova commissione di reati. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili, con condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000,00 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 61 n. 5 c.p.

    Richiamato come aggravante contestata nel capo di imputazione per i reati di furto in abitazione aggravato.

  • art. 110 c.p.

    Richiamato per la contestazione del concorso di persone nel reato.

  • art. 624-bis c.p.

    Indica la fattispecie di furto in abitazione o con strappo oggetto della condanna.

  • art. 625 nn. 2 e 4 c.p.

    Indica le aggravanti del furto contestate nella decisione impugnata.

  • art. 133 c.p.

    È il parametro che vincola il giudice nella valutazione discrezionale delle pene sostitutive, attraverso i criteri di commisurazione della pena e apprezzamento della gravità del fatto e della personalità dell'imputato.

  • d.lgs. 10 ottobre 2022 n. 150

    Richiamato per le modifiche normative in materia di pene sostitutive delle pene detentive brevi.

  • art. 9708 del 16/02/2024, Rv. 286031

    Massima giurisprudenziale richiamata sul limite del sindacato di legittimità quando il diniego delle pene sostitutive sia adeguatamente motivato.

Massime di principio

  • In tema di pene sostitutive delle pene detentive brevi, il giudice di merito conserva un potere discrezionale che deve essere esercitato alla luce dei criteri di cui all'art. 133 c.p.; se la motivazione sul diniego è adeguata e non illogica, essa non è sindacabile in cassazione.
  • Il diniego delle pene sostitutive può essere legittimamente fondato sulle modalità della condotta e sulla reiterazione dei fatti in un breve arco temporale, quando tali elementi siano ritenuti sintomatici dell'inidoneità della misura rispetto alla finalità rieducativa e alla prevenzione della recidiva.
  • In cassazione non è sufficiente una critica generica o meramente esplorativa alla valutazione di merito sull'adeguatezza delle pene sostitutive: occorrono specifici elementi fattuali idonei a scardinare la motivazione impugnata.
  • Quando il ricorso investe esclusivamente il diniego di pene sostitutive ed è proposto contro una motivazione congrua del giudice di merito, il motivo è manifestamente infondato e conduce alla declaratoria di inammissibilità.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioniFurto
RamiParte generaleProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

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