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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7316/2024 del 19/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di correzione di errore materiale del 31/03/2023 perché, secondo il ricorrente, il Giudice dell'esecuzione ha rettificato l'ordinanza del 27/03/2023 in senso peggiorativo (riduzione complessiva della pena di un solo mese anziché dei cinque mesi risultanti dal provvedimento originario del 16/03/2023), senza fornire alcuna motivazione utile a dimostrare quale fosse il vizio materiale da correggere e procedendo de plano anziché nel contraddittorio previsto, previo avviso alle parti.

La decisione

Il ricorso è stato accolto. La Corte ha ritenuto che la correzione di errore materiale fosse priva della specificazione delle ragioni che giustificassero la rettifica e che il procedimento fosse stato assunto in mancanza del contraddittorio e dell'avviso alle parti. Inoltre è stata rilevata l'illogicità della correzione in senso peggiorativo rispetto alla riduzione precedente. Il provvedimento impugnato è stato annullato e la causa è stata rinviata al Tribunale di Modena in diversa persona fisica per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    declarata incostituzionale nella parte in cui prevedeva il minimo edittale di anni 8 di reclusione anziché anni 6 (Corte Cost. n. 40 del 23/01/2019)

    La declaratoria di incostituzionalità ha inciso sul minimo edittale applicabile, rendendo necessaria la rideterminazione della pena per il reato contestato.

  • art. 74 d.P.R. 309/1990

    Richiamato quale altro reato posto in continuazione con quello per cui si procede alla rideterminazione della pena; utile al calcolo complessivo delle pene in continuazione.

  • Corte Cost. n. 40 del 23/01/2019

    declaratoria di incostituzionalità dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 nella parte relativa al minimo edittale

    Ha determinato l'obbligo di ricalcolare le pene inflitte alla luce del nuovo parametro minimo edittale.

  • Principio del contraddittorio e dell'avviso alle parti (normativa processuale)

    La correzione di provvedimenti che incide sulla posizione delle parti deve svolgersi, ove la normativa lo prevede, nel contraddittorio e previo avviso alle parti; l'adozione de plano è censurabile quando mancano motivazioni chiare sull'errore materiale corretto.

Massime di principio

  • La correzione di un errore materiale deve indicare espressamente quale vizio materiale si intende eliminare e la ragione della correzione; l'assenza di tale motivazione può comportare l'annullamento del provvedimento.
  • Non è ammesso usare la correzione di un errore materiale per peggiorare la posizione dell'imputato senza adeguata giustificazione: le rettifiche non devono trasformarsi in modifiche sostanziali sfavorevoli senza il necessario procedimento.
  • Se la rettifica incide sulla posizione soggettiva o patrimoniale delle parti, occorre procedere nel contraddittorio e previo avviso alle parti, salvo casi tassativi di intervenuta normativa che disponga diversamente.
  • La declaratoria di incostituzionalità di una norma penale impone la rideterminazione delle pene sulla base dei parametri residui: il giudice deve rendere chiaro il metodo di ricalcolo e l'incidenza sul cumulo/continuazione delle pene.
  • In presenza di incertezza sulla natura dell'errore materiale o sulla legittimità della correzione, la soluzione prudente è l'annullamento con rinvio per nuovo esame, preferibilmente a diverso magistrato, per garantire la correttezza e la percezione di imparzialità.

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