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Sentenza

Sentenza n. 1720/2026 - Venezia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600746

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Veneto - Venezia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Venezia che aveva accertato il diritto al rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale, all’esito di apposito procedimento amministrativo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Venezia, Sezione Immigrazione, che aveva accertato il suo diritto a ottenere un permesso di soggiorno per protezione speciale all’esito di un apposito procedimento amministrativo. Il Ministero dell’Interno - Questura di Verona si è costituito eccependo preliminarmente l’inammissibilità del ricorso, sostenendo che la sentenza azionata non fosse suscettibile di ottemperanza. Prima della decisione, tuttavia, il ricorrente ha dichiarato di avere conseguito il rilascio del permesso di soggiorno richiesto e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha ritenuto che il rilascio del permesso di soggiorno determinasse la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione del ricorso. Richiamando l’art. 84, comma 4, c.p.a. e il principio dispositivo in senso ampio vigente nel processo amministrativo, il Collegio ha affermato che il ricorrente può dichiarare, fino a quando la causa è trattenuta in decisione, di non avere più interesse alla definizione della controversia. Tale dichiarazione impone al giudice di prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e di dichiarare l’improcedibilità del ricorso, anziché la cessazione della materia del contendere richiesta dalla parte. Il ricorso per ottemperanza è stato pertanto dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione delle peculiarità della fattispecie e dell’intervenuto rilascio del titolo di soggiorno.

Norme richiamate

  • art. 84, comma 4, c.p.a.

    il giudice può desumere dall’intervento di fatti o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza d’interesse alla decisione della causa

    La dichiarazione del ricorrente e il rilascio del titolo richiesto costituiscono elementi univoci dai quali il giudice può desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Norma richiamata nel giudizio di ottemperanza, senza una specifica interpretazione ulteriore esplicitata nella motivazione.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo, il rilascio del bene della vita richiesto dopo la proposizione del ricorso, accompagnato dalla dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l’improcedibilità del ricorso.
  • In applicazione del principio dispositivo in senso ampio, il ricorrente può disporre dell’azione fino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia; il giudice deve prenderne atto dichiarando l’improcedibilità, senza poter definire il merito della controversia.
  • Quando l’amministrazione rilascia, nelle more del giudizio di ottemperanza, il titolo di soggiorno richiesto, viene meno l’interesse concreto e attuale del ricorrente alla prosecuzione del giudizio esecutivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPermesso di soggiornoProtezione internazionale e specialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseOttemperanza e commissario ad actaLegittimazione e interesse a ricorrere

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