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Cassazione Penale, Ordinanza n. 16049/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Con sentenza di appello veniva confermata la condanna di un imputato per reati in materia di stupefacenti. Il ricorso per cassazione deduceva vizio di motivazione: da un lato, si contestava la configurabilità della fattispecie associativa ex art. 74 d.P.R. 309/1990, sostenendo che non fossero emersi i requisiti oggettivi e soggettivi dell'associazione e che le condotte dei correi fossero al più riconducibili a concorso di persone ex art. 110 c.p.; dall'altro, si lamentava il mancato riconoscimento dell'ipotesi attenuata di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, con riferimento alle condotte di cessione contestate al capo 2).

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la sentenza impugnata avesse fornito una motivazione solida, adeguata e priva di manifeste illogicità sia sulla sussistenza dell'associazione finalizzata allo spaccio, sia sulla posizione dell'imputato all'interno del sodalizio, sia sull'esclusione della fattispecie attenuata di lieve entità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    disposizione richiamata per le condotte di spaccio di stupefacenti; nel caso concreto è stata confermata la rilevanza penale delle cessioni reiterate e sistematiche e si è esclusa l'ipotesi attenuata di cui al comma 5

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    norma sull'associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti; la Corte ha ritenuto integrati i tratti distintivi della struttura associativa sulla base di molteplici elementi investigativi

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    ipotesi attenuata esclusa perché l'attività di smercio risultava reiterata, sistematica, quotidiana e riferita a quantitativi complessivi significativi

  • art. 110 c.p.

    richiamato dalla difesa come eventuale qualificazione alternativa delle condotte dei correi in termini di concorso di persone anziché di associazione

  • art. 616 c.p.p.

    base per la condanna del ricorrente alle spese processuali e alla somma in favore della Cassa delle ammende in caso di inammissibilità del ricorso

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione fondato sul vizio di motivazione è inammissibile quando si limita a riproporre censure già esaminate dai giudici di merito senza confrontarsi con gli specifici elementi fattuali valorizzati nella sentenza impugnata.
  • La sussistenza di un'associazione finalizzata allo spaccio può essere desunta da un quadro indiziario complesso e convergente, comprendente osservazioni, video, intercettazioni, dichiarazioni degli acquirenti e modalità organizzative stabili dell'attività illecita.
  • Ai fini dell'art. 74 d.P.R. 309/1990 rilevano indici quali il controllo del territorio, la presenza di vedette, la disponibilità della sostanza, la continuità dell'attività e la ripartizione dei ruoli tra gli associati.
  • L'ipotesi di lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 è esclusa quando l'attività di cessione presenti reiterazione, sistematicità, cadenza pressoché quotidiana e coinvolga numerosi episodi e quantitativi significativi di droga.
  • In sede di legittimità non è censurabile la motivazione che, pur concisa, sia coerente, non manifestamente illogica e fondata su un compendio probatorio specifico e dettagliato.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiConcorso di persone

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