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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15991/2026 del 04/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Catania che aveva confermato la condanna di primo grado per furto pluriaggravato. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge in relazione alla ritenuta sussistenza della condizione di procedibilità dopo l'entrata in vigore del d.lgs. 150/2022, sostenendo che il soggetto che aveva sporto l'atto introduttivo non fosse legittimato a querelare: il direttore del punto vendita avrebbe presentato una mera denuncia nell'interesse della società, senza procura speciale del legale rappresentante. Con il secondo motivo ha censurato il giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti e la quantificazione della pena, lamentando che la pena fosse stata determinata oltre il minimo edittale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, osservando che l'atto in contestazione conteneva una effettiva volontà punitiva e che la dedotta carenza di legittimazione del querelante si poneva in contrasto con il dato normativo e con la giurisprudenza consolidata. Ha inoltre precisato che, trattandosi di vizio di legge, non rilevavano le doglianze rivolte alla motivazione del giudice di merito sulla qualificazione dell'atto come querela. Il secondo motivo è stato ritenuto non consentito in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, poiché il giudizio di equivalenza tra circostanze e la dosimetria della pena rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, sindacabile solo in caso di arbitrio, illogicità manifesta o mancanza di motivazione; nel caso concreto la sentenza impugnata aveva fornito spiegazione logica e sufficiente della scelta e dello scostamento dal minimo edittale. È stata quindi disposta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. 150/2022

    è richiamato quale disciplina sopravvenuta rispetto alla quale il ricorrente contestava la sussistenza della condizione di procedibilità

  • art. 640 c.p.

    non citato espressamente nel testo fornito, ma il reato contestato è quello di furto pluriaggravato; il riferimento normativo nel testo non è determinabile con certezza

  • art. 403 c.p.p.

    non citato nel testo

  • art. 131-bis c.p.

    non citato nel testo

Massime di principio

  • La dedotta carenza di legittimazione alla proposizione della querela deve essere valutata alla luce del contenuto sostanziale dell'atto: se l'atto esprime una chiara volontà punitiva, può integrare querela anche quando provenga da un soggetto che agisca nell'interesse della persona giuridica.
  • La contestazione della legittimazione del querelante non può risolversi in una mera diversa lettura ermeneutica contraria al dato normativo e alla giurisprudenza consolidata, se non vengono offerti argomenti idonei a superare tale contrasto.
  • In sede di legittimità non è consentito censurare il giudizio di comparazione tra circostanze nei suoi profili di merito, salvo che esso sia frutto di arbitrio, illogicità manifesta o motivazione inesistente o meramente apparente.
  • La determinazione della pena, incluso lo scostamento dal minimo edittale e la scelta di equivalenza tra circostanze, è valutazione discrezionale del giudice di merito, purché sorretta da motivazione logica e sufficiente.
  • Quando il ricorso per cassazione si limita a sollecitare una rivalutazione del merito sotto forma di violazione di legge o di vizio motivazionale, esso è inammissibile se le censure non evidenziano effettivi errori di diritto o manifeste illogicità della motivazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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